Nucleare Iran, Obama congela i fondi di Teheran negli Stati Uniti

Embargo finanziario – Dopo le pesantissime sanzioni dell’Unione Europea, che chiuderanno le porte al petrolio iraniano a partire dal primo luglio, ieri sono stati gli Usa ad affondare un altro duro colpo al regime di Teheran, concretizzando di fatto un embargo finanziario.

Per decreto firmato dal presidente Barack Obama infatti, a partire dalle 12.01 di ieri, tutti i beni economici iraniani sul terreno statunitense sono stati congelati: si tratta dei fondi di Ministeri, Commissioni, organismi commerciali, ed enti controllati dal governo iraniano, oltre ovviamente al blocco totale del flusso economico con la Banca Centrale di Teheran.

Obama, che si è eretto a portabandiera della soluzione diplomatica alla crisi iraniana, ha successivamente rincarato la dose, dichiarando che l’Iran “affronterà una pressione economia e diplomatica sempre maggiore”; l’obiettivo dichiarato dell’amministrazione degli Stati Uniti è costringere il Paese mediorientale a far luce sul proprio programma atomico, aumentando costantemente il suo isolamento.

 

Le reazioni – L’incaricato di rispondere alle bordate americane è stato Ramin Mehmanparast, portavoce del Ministero degli Interni di Teheran. Il diplomatico iraniano è tornato a ribadire i concetti già espressi da lui e da altri suoi colleghi in occasione di precedenti sanzioni comminate al Paese: Mehmanparast ha affermato che le misure adottate non fermeranno il programma nucleare, sottolineando il fatto che gli Stati Uniti stanno tentando di dar vita ad una guerra esclusivamente psicologica in quanto, dal punto di vista finanziario, Usa e Iran non avevano rapporti già da diversi anni.

 

Damiano Cristoforoni