Posto fisso: i pareri della Fornero e della Cancellieri

Cresce il fronte governativo che manifesta “scetticismo” nei confronti del posto fisso. Dopo la boutade di Mario Monti – che lo ha definito “monotono” – anche il ministro del Welfare, Elsa Fornero, e quello dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, sono ieri intervenute sullo scivoloso argomento, ribadendo l’opportunità di proiettarsi positivamente verso la flessibilità. “Non possiamo promettere il posto fisso che non si può dare”, ha spiegato la responsabile del Lavoro, mentre dalla Cancellieri è arrivato l’invito a rinunciare al posto “vicino a mamma e papà“.

L’illusione del posto fisso – “Bisogna spalmare le tutele su tutti, non promettere il posto fisso che non si può dare. Questo vuol dire fare promesse facili, dare illusioni“. Elsa Fornero non lo ha mandato a dire: intercettata ieri dai cronisti a margine di una cerimonia di inaugurazione a Torino, il ministro ha chiuso alla promessa di un posto fisso da consegnare alla schiera di inoccupati e disoccupati del nostro paese. La discussione sulla riforma del lavoro è appena iniziata, ha continuato la Fornero, che ha però insistito sulla necessità di giungere in fretta a una soluzione finale.

Le tensioni sull’articolo 18 – Tra i nodi più intricati, l‘articolo 18 dello Statuto dei lavoratori: “Non vogliamo che non esista la possibilità di licenziare – ha dichiarato la responsabile del Lavoro – ma che chi è stato licenziato sia aiutato dalle istituzioni e dall’azienda a trovare in tempi ragionevoli una nuova occupazione”. Parole che hanno già fatto saltare la leader della Cgil, Susanna Camusso, impensierita anche dalla recente disponibilità manifestata dalla Cisl di Raffele Bonanni sulla “manutenzione” dell’articolo.

Il monito della Cancellieri – Ma sulla questione posto fisso, anche la titolare del Viminale, Anna Maria Cancellieri, ha voluto dire la sua: “Gli italiani sono fermi, come struttura mentale, al posto fisso  nella stessa città – ha osservato – e magari accanto a mamma e papà, ma occorre fare un salto culturale. Il mondo moderno tende sempre più alla flessibilità, bisogna confrontarsi con il mondo che è cambiato e Monti – ha aggiunto il ministro, facendo esplicito riferimento all’esternazione del premier tanto contestata – non voleva mancare di rispetto a chi non ha lavoro. E’ stata una battuta male interpretata ed enfatizzata”.

Maria Saporito