Monti alla tv americana: Italia adesso meno esposta

Alla vigilia del suo viaggio negli Usa, dove sarà ricevuto dal presidente Barack Obama, il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha affidato a un’emittente televisiva statunitense le anticipazioni sugli argomenti che (verosimilmente) verranno affrontati alla Casa Bianca. La possibilità di un default greco – salutato fino a poco tempo fa come l’inizio della fine dell’euro – non fa più paura al Professore, che ha detto: “Spero che il defualt non ci sarà, ma di fonte a un’evenienza simile, l’Italia sarebbe adesso meno esposta“. E interpellato sull’azione promossa dal presidente americano: “Ritengo che sulle due sponde dell’Atlantico stiamo lavorando bene”, ha osservato Monti.

Italia meno esposta – In un’intervista rilasciata ieri alla tv americana Pbs, il premier Mario Monti è tornato a parlare di crisi. Dalla gestione “domestica” alla necessaria concertazione europea fino all’intesa da cementare oltreoceano: il presidente del Consiglio italiano ha rimarcato l’opportunità di proseguire spediti sulla via del rigore e della crescita, evitando di ricorrere a soluzioni di breve respiro. Sulla crisi greca, che potrebbe costringere il paese ellenico a rinunciare alla moneta unica: “Le conseguenze di un default greco sarebbero state molto più serie se questo fosse avvenuto qualche mese fa – ha spiegato il Professore – Spero che il default non vi sarà, ma sono fiducioso che l’Italia, di fronte a un’evenienza simile, sarebbe molto meno esposta perché – ha precisato – è vista dai mercati, dalle istituzioni europee e dalla comunità internazionale come un paese che è stato capace in pochi mesi di adottare misure concrete, sia per il consolidamento del bilancio che per la crescita”.

L’Europa segnata dai pregiudizi – Obiettivi che il premier è riuscito (a suo giudizio) a centrare grazie all’imprescindibile contributo della popolazione. “Presentiamo sempre i sacrifici necessari a cui gli italiani devono andare incontro – ha spiegato – non come un’imposizione di Bruxelles, della Germania e della Banca centrale europea bensì come un passo obbligato da compiere, anche se suggerito dall’Europa, nel proprio interesse, nell’interesse di noi stessi e delle future generazioni di italiani”. Ma se la situazione in Italia sembra prefigurare esiti positivi, lo stesso non può essere detto in riferimento al contesto europeo: “La crisi – ha ripreso Monti – ha sicuramente riportato a galla vecchi fantasmi sui pregiudizi tra il nord e il sud dell’Europa e molto risentimento reciproco”.

Il contributo di Obama – “E’ molto importante affrontare questa situazione con grande premura – ha insistito il Professore – al fine di evitare che qualcosa che è stato inteso come il punto culminante della costruzione europea, ovvero la moneta comune, finisca per essere, attraverso una serie di conseguenze psicologiche negative, un fattore di disintegrazione per l’Europa”. E all’intervistatrice che gli ha chiesto in che modo il presidente Barack Obama potrebbe contribuire ad agevolare il lavoro dell’Ue: “Penso che Obama – ha osservato Monti – possa aiutare tutti noi con una gestione assennata dell’economia americana, così come noi possiamo aiutare lui cercando di evitare che le tensioni esplodano fuori dall’Eurozona, a livello mondiale. Ritengo che sulle due sponde dell’Atlantico stiamo lavorando bene – ha concluso il premier italiano – nella direzione desiderata”.

Maria Saporito