Siria, la moglie di Assad al Times: “Dalla parte di mio marito”

A favore del dialogo – Il continuo flusso di notizie che sta riempieno gli organi di informazione di tutto il globo riguardo alla drammatica situazione della Siria, ridotta ormai a quello che diversi definiscono uno stato di guerra civile, è stato brevemente interrotto ieri per un’altra tipologia di notizia, sempre relativa alla questione: a rilasciarla è stato il Times, che ha comunicato di aver ricevuto una mail da Asma Assad, la moglie del premier siriano.

Nela lettera inviata al quotidiano, interamente scritta in terza persona, la First Lady ribadisce il proprio appoggio al marito, Bashar al Assad, soffermandosi però anche sulla sua volontà di dialogo con l’opposizione al regime; e più che per il contenuto, che in nessun modo cambia le carte in tavola, la comunicazione della moglie di Assad sorprende perchè arriva dopo undici mesi di totale silenzio.

Prigioniera o ipocrita? – Asma Assad, infatti, prima dello scoppio delle ostilità in patria era stata una delle figure femminili più ricercate del Medio Oriente, e vanta una cultura internazionale e occidentalizzante, essendo cresciuta a Londra. Ma da quando è iniziata la repressione il suo personaggio è scomparso, lasciando spazio a quasi un anno di assenza dalla scena internazionale: la sua famiglia è originaria di Homs, la roccaforte della resistenza, e diverse fonti la vogliono “prigioniera” di suo marito, impossibilitata a lasciare il Paese. Alcuni membri dell’opposizione, invece, hanno interpretato il suo silenzio come un segno dell’ipocrisia della First Lady, che sarebbe incurante della devastazione in cui versa il proprio Paese.

Damiano Cristoforoni