Crisi, Obama: bene l’Italia, ma l’Europa faccia di più

L’Italia sta facendo notevoli passi avanti per modernizzare la propria economia e ridurre il deficit, ma per superare la crisi è indispensabile che tutti i governi europei dimostrino il loro totale impegno per il futuro dell’integrazione economica nel Vecchio continente, alzando firewall finanziari adeguati per evitare che il contagio si diffonda a macchia d’olio, esigenza quest’ultima più volte evocata da Christine Lagarde nelle sue recenti uscite in veste di numero uno del Fmi. Stavolta è stato però il presidente Usa Barack Obama, in un’intervista concessa al quotidiano La Stampa poche ore prima dell’incontro con il premier italiano Mario Monti, in programma questa sera alle 20,45, ad evidenziare tale scenario, in linea, d’altronde, con l’analisi prodotta da Standar & Poor’s sulla situazione dell’eurozona in occasione del taglio del rating di nove Paesi europei e del fondo salva-Stati comunicato a metà gennaio.  

I progressi dell’Italia. “Sotto la leadership del primo ministro Monti, l’Italia sta adottando passi impressionanti per modernizzare la sua economia, ridurre il proprio deficit attraverso una combinazione di entrate e di uscite, riposizionando la nazione nel cammino verso la crescita”, ha sottolineato Obama nell’intervista rilasciata al noto quotidiano torinese.

L’integrazione europea. Il presidente Usa ha riconosciuto le misure messe in atto dall’Ue, ma ha invitato l’Europa a impegnarsi di più per fronteggiare la crisi, dando prova concreta del suo impegno ai propri cittadini, alle imprese, ai mercati finanziari, attraverso la predisposizione di adeguati “firewall” finanziari. “Sono d’accordo – ha aggiunto – con quanto il primo ministro Monti ha detto: se l’Europa mette in atto firewall sufficientemente grandi si riduce la possibilità di doverli usare”. Obama, senza specificare come, ha detto che gli Stati Uniti continueranno a fare la loro parte per sostenere l’Europa nel risolvere la crisi, invitando però i governi europei a non temporeggiare ancora e a dimostrare “il loro impegno totale per il futuro dell’integrazione economica in Europa”.

M.N.