Polemica in Rete: Maurizio Crozza copia le battute?

Battute rubate? – Una, due, tre battute già sentite e divampa la polemica. Una polemica che era nell’aria già da un po’ di tempo, in realtà, ma sono bastate alcune battute palesemente prese da Internet perché sulla Rete – e soprattutto su Twitter, of course – il popolo del web di scatenasse contro Maurizio Crozza. Galeotta è stata l’ultima copertina con cui il comico genovese ha introdotto Ballarò, nel corso della quale il parlamentare PD Andrea Sarubbi, grande frequentatore di Twitter, ha iniziato per scherzo a far notare alcune battute che Crozza avrebbe ripreso direttamente dalla Rete. Quella su Benedetto XVI che si è spaventato per la neve, ad esempio, perché “a Roma nevica una volta ogni morte di Papa”, e altre su Alemanno, le cui fonti più lampanti sono Spinoza.it, Facebook e la rete in generale. Questo è stato solo l’inizio di una bagarre, concretizzatasi con la diffusione su Twitter dell’hashtag #copiaeincrozza.

La replica – Crozza non si è fatto pregare per far sentire la sua voce: “Cari amici della Rete, cari italiani, colgo l’occasione per salutarvi. Scrivo queste poche righe per una fondamentale dichiarazione sulla polemica che gira in rete, su tre battute che avrei copiato da Twitter. Lo confesso: è tutto vero – scrive il comico -. Sono trent’anni che io lavoro copiando dalla rete. Anche quando la rete non esisteva, io la copiavo. A scuola ho sempre copiato da Twitter. Anche questo comunicato non è mio: l’ho appena trovato su Twitter”. Si difende così Crozza, tramite un messaggio a Corriere.it. Aggiungendo poi: “Tutti i miei personaggi di ’Mai dire gol’, di ’Quelli che il calciò, di ’Rockpolitik’, di Sanremo, di ’Crozza Italia’, di ’Crozza Alive’, di ’Italialand’ li ho copiati da Twitter. Le copertine di Ballarò no: quelle le copio da Facebook. Quindi, che dire: grazie Twitter! Tra l’altro: io Twitter non ce l’ho. Se mi dite come si usa mi fate un favore. E naturalmente grazie al parlamentare Pd Sarubbi che, come disse Roosevelt a Yalta, mi ha sgamato. Io confesso. Anzi, trattandosi di Sarubbi: io con fesso”. Immediata la replica del parlamentare del PD: “Grazie a Crozza per il ‘fesso’ a me dedicato. Mi sto rotolando dalle risate”.

“Crucifige” e comicità popolare – Polemiche a parte, comunque, il popolo del web un po’ più forcaiolo si è subito schierato contro il comico ricco e famoso, facendo anche dei paralleli con il ben più clamoroso caso di Daniele Luttazzi, il cui repertorio – ricorderete – si è scoperto in gran parte rubato a vari comici americani. L’impressione, però, è che sia tutta un’esagerazione: qualche spunto dalla comicità popolare è ampiamente concesso (non facevano lo stesso i giullari nel medioevo?), purché vada ad arricchire qualcosa già di per sé valido (e nel caso di Crozza, difficile dire il contrario). Come non condividere, dopotutto, le obiezioni fatte via Twitter da Giovanni Cocco, vicedirettore di Europa, a quella parte di internauti che crocifigge e martirizza con la stessa facilità? Cocco scrive: “1.Crozza esisteva prima di Twitter (faceva già ridere) 2.Capita di fare le stesse battute 3.Non eravate contro il copyright?”. In tre frasi, la risposta a tante, inutili polemiche.

Roberto Del Bove