Borse giù: la Grecia è di nuovo un problema

Chiusura in calo per le Borse europee e Wall Street che segue il trend del Vecchio Continente. Se le rassicurazioni di ieri circa un accordo tra i leader politici ellenici sull’adesione alle riforme imposte dalla troika Ue-Bce-Fmi avevano dato nuova linfa al rilancio dei mercati iniziato a gennaio, le notizie arrivate oggi dalla Grecia hanno prodotto una decisa inversione di tendenza. Il tanto paventato accordo con l’Ue per il nuovo pacchetto di aiuti sembrerebbe letteralmente saltato, con Atene oggi teatro di dibattiti politici sempre più esemplificativi, per gli investitori, di una situazione ormai irreversibile. Verso la chiusura l’indice FtseMib scendeva dell’1,4%, Parigi dell’1,2%, Francoforte dell’1,3% e Londra dello 0,6%, con il dollaro Usa in forte ripresa sull’euro.

Il mancato appoggio da destra. I mercati hanno imboccato la discesa dopo che George Karatzaféris, il leader del partito di estrema destra greco Laos che fa parte della coalizione che sostiene l’esecutivo Papademos, ha dichiarato di non poter appoggiare l’accordo per il salvataggio del Paese. Le dimissioni del vice ministro degli Esteri Marilisa Xenogiannakopulou per protestare contro le dure condizioni richieste dalla troika hanno fatto il resto, con la Grecia diventata, in meno di 24 ore, di nuovo ‘il problema’ dell’eurozona.
Protagonisti, in negativo, del pomeriggio borsistico europeo i titoli finanziari, dopo le performance più che positive messe a segno nelle ultime settimane e le prese di profitto degli ultimi giorni. L’euro, verso le 17 e 20, girava a quota 1,3178, dall’1,328 con cui aveva chiuso ieri sera, mentre il rendimento del Btp italiano saliva di 20 punti base al 5,57% e lo spread con il Bund a 363 punti.

Pazza Affari. Duro colpo per il comparto assicurativo continentale, con l’indice Stoxx di settore che in chiusura arretrava del 2%, anche se a Piazza Affari ha brillato ancora una volta Fondiaria-Sai, +8% dopo l’ingresso nel capitale della merchant bank Palladio finanziaria, che ha acquisito il 2,2% del capitale. Rimanendo a Milano, tra gli industriali giù Fiat, -3%, e Finmeccanica, -2,6%. In rialzo Pirelli, +0,2% trainata dai buoni risultati resi noti dalla concorrente Michelin. Positiva Iren, +2%, spinta dalle ipotesi di una mega-aggregazione nel campo della generazione di elettricità tra municipalizzate del Nord. Segno meno per il comparto bancario, con la sola Mps, +1,2%, in controtendenza.

M.N.