Legge elettorale: Pd propone mozione parlamentare

Nel giorno in cui il premier Mario Monti calamitava su di sé lo sguardo ammirato dell’America, i capigruppo di Pd e Pdl alla Camera sono tornati a incontrarsi per parlare delle legge elettorale. Dario Franceschini e Fabrizio Cicchitto hanno ribadito l’urgenza di riconsegnare lo “scettro” al popolo, promuovendo un sistema capace di mandare in cantina il Parlamento dei “nominati”. A tracciare il timing è stato il democratico, che ha ipotizzato la presentazione di una mozione parlamentare congiunta entro il mese di marzo, mentre dal pidiellino Cicchitto è arrivato l’invito a procedere anche sul fronte delle riforme istituzionali.

Una mozione urgente – Una mozione di indirizzo parlamentare da presentare entro marzo e da votare nei due rami del Parlamento: è questa la proposta formalizzata ieri dal capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, a colloquio con Fabrizio Cicchitto. Sul tavolo delle trattative, la riforma della legge elettorale, salutata come la questione politica meritevole di maggiore attenzione. “Il requisito minimo (per la presentazione della mozione, ndr) – ha precisato Franceschini – è l’intesa tra le forze che sostengono il governo” perché, ha spiegato, “non ci potrebbe essere spazio per un’intesa tra Pd e Pdl senza il Terzo Polo“. Non solo: “Questa intesa – ha continuato il democratico – andrebbe poi allargata anche alle forze di opposizione. Serve un luogo in cui ci siano tutti”.

Dal Pdl spinta su riforme istituzionali – A non porre termini di scadenza è stato invece il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: “Bisogna costruire un meccanismo per ridare lo scettro al popolo – ha detto – che deve scegliere il proprio parlamentare ma anche la coalizione con l’indicazione del presidente del Consiglio”. Per il pidiellino, al centro delle trattative non deve esserci solo la modifica del “porcellum”, ma anche la realizzazione di quelle riforme costituzionali che l’ex governo trainato da Silvio Berlusconi considerava prioritarie. “Si tratta di individuare un percorso per le riforme istituzionali minime – ha precisato Cicchitto – e una legge elettorale che risponda a questi criteri”.

Maria Saporito