L’uscita di sicurezza di Giulio Tremonti: al via la Banca del Sud

L’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, è tornato ieri a fare capolino sulla scena politica nazionale. In compagnia dell’ex sottosegretario del governo Berlusconi, Antonio Gentile, Tremonti ha annunciato la pubblicazione in gazzetta ufficiale dei decreti attuativi dei cosiddetti “Tremonti bond” per il Mezzogiorno e confermato l’avvio dei 50 sportelli della Banca del Sud che dovrebbero concedere un po’ di tregua alla piccola imprenditoria locale in affanno. Nel corso della conferenza stampa convocata in una sala di palazzo Madama, l’ex responsabile dei conti pubblici ha consegnato una dichiarazione forte, citando il drammaturgo Bertold Brecht: “A volte – ha spiazzato Tremonti – sono le banche che fanno le rapine“. E ospite, in serata, della trasmissione di Michele Santoro, Servizio pubblico, l’ex ministro si è dilungato sull’analisi di ampi passi del suo ultimo libro, puntando ripetutamente l’indice contro la finanza capitalistica.

Ossigeno alle imprese del Sud – “Siamo orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto e grazie anche al governo Monti. La Banca finalmente c’è, con tanto di sito web, ed ora dipende da tutti crederci e farla funzionare davvero. Noi andremo presto a fare un piccolo deposito”. Con queste parole, l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato ieri alla stampa l’avvio della Banca del Sud, il nuovo istituto creditizio che promette di concedere finanziamenti a tassi più che convenienti. “I depositi per il Mezzogiorno – ha precisato Tremonti – hanno l’aliquota più bassa d’Europa” e questo, ha osservato il predecessore di Mario Monti, dovrebbe permettere alla piccola e media impresa del Sud di riprendere fiato.

Tremonti cita Brecht – E nel corso della conferenza stampa convocata al Senato, Giulio Tremonti non ha mancato di stupire la platea in ascolto, affidandosi a una citazione poco allineata all’attività da sempre sostenuta dentro e fuori i palazzi. “C’è qualcuno che va in banca a fare delle rapine o altre volte – ha continuato l’ex ministro riportando un aforisma del regista teatrale Bertold Brecht – sono le banche che fanno le rapine“. Una frase che ha suscitato un vespaio di polemiche, incoraggiando gli irriducibili detrattori dell’ex ministro a stigmatizzare la sua presunta “conversione” in indignado.

Stop alla finanza vorace – “C’è un solo sportello bancario che funziona alla grande – ha ripreso l’ex titolare di via XX Settembre – e sta a Francoforte. E’ la Bce che sta erogando flussi enormi di finanziamento alle banche. Danno soldi all’1% senza garanzie – ha spiegato – e poi le banche quei soldi li prestano alle famiglie all’11-12%. Chi pagherà il conto?”. Concetti sostanzialmente ripresi nel corso della trasmissione di Michele Santoro, Servizio pubblico, di cui Giulio Tremonti è stato ospite ieri sera. L’ex responsabile delle Finanze, intento a promozionare il suo ultimo libro, “Uscita di sicurezza“, ha rimarcato la necessità di imboccare una nuova via per impedire alla finanza di compromettere irrimediabilmente il quadro economico internazionale.

Il ritorno della politica – Nell’analisi dell’ex ministro, infatti, la finanza speculativa avrebbero costretto in un angolo la politica, avviando una fase di “deregulation” non più sostenibile. Da qui l’urgenza di correre ai ripari, promuovendo una “coabitazione” (tra politica e finanza) che dovrebbe non solo risanare i bilanci, ma soprattutto avviare una fase di ripresa. In che modo? Mettendo in circolo nuova liquidità volta a far ripartire la macchina dell’economia reale. Interpellato specificamente  sull’operato dell’attuale governo italiano, Tremonti ha detto: “I problemi dell’Italia stanno in Europa. Se promuovi interventi locali affronti solo una parte del problema, non il problema in sé”. Resta da comprendere cosa abbia impedito all’ex responsabile dei conti pubblici di trasferire nella pratica le lucide intuizioni messe nero su bianco sul suo ultimo libro.

Maria Saporito