Grecia: l’Ue rinvia a mercoledì l’accordo definitivo sugli aiuti

Gli impegni sottoscritti in extremis da Atene giovedì pomeriggio per la riduzione del debito pubblico non sono stati reputati sufficienti dai ministri economici dell’Ue, che hanno rinviato a mercoledì prossimo il via libera definitivo per il secondo piano di aiuti da 130 miliardi di euro alla Grecia finalizzato ad evitare il fallimento del Paese. “L’Eurogruppo non ha gli elementi necessari per sbloccare gli aiuti alla Grecia”, ha riferito il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker al termine della riunione straordinaria dei ministri economici dell’eurozona conclusasi nella notte dello stesso giovedì. Per la conclusione dell’accordo Juncker ha convocato quindi un nuovo Eurogruppo straordinario per mercoledì prossimo.

Impegni chiari. L’Europa pretende impegni chiari da parte della Grecia, garantiti anche dopo le elezioni di aprile. Affinché l’accordo sia concluso in modo definitivo manca ancora il via libera del Parlamento greco al piano sottoscritto dal governo. Il voto dovrebbe esserci già domani, anche se l’intera giornata di ieri è stata segnata da continui scioperi contro le nuove manovre di austerity e grossi colpi di scena nella maggioranza. Un altro passaggio cruciale perché si sblocchi il nuovo pacchetto di aiuti è il completamento dei tagli alla spesa con l’aggiunta di ulteriori 300 milioni di euro. ”Abbiamo chiesto al governo greco di identificare entro mercoledì ulteriori tagli per un valore di 300 milioni di euro”, ha sottolineato, infatti, Juncker, facendo intendere che l’accordo tra autorità greche e privati per la riduzione del debito pubblico, raggiunto dal governo poco prima dell’Eurogruppo, non è quindi bastato a convincere definitivamente i Paesi dell’eurozona.

La firma di mercoledì
. Il pacchetto, tecnicamente, è già pronto e deve essere soltanto firmato. Juncker ha definito la riunione dell’Eurogruppo di giovedì come fondamentale per chiudere la trattativa tra autorità greche e privati. “Se non avessi convocato questo incontro, non avremmo avuto probabilmente un accordo in Grecia oggi”, ha riferito infatti ai giornalisti che chiedevano il senso dell’Eurogruppo di giovedì notte. “Non possiamo permettere che la Grecia faccia bancarotta”, ha dichiarato, intanto, ieri il premier greco Papademos durante una riunione del consiglio dei ministri. “La nostra priorità è fare tutto ciò che possiamo per approvare il nuovo programma economico e procedere con il nuovo accordo sul prestito”. “Chi non è d’accordo e non voterà il nuovo programma non può restare nel governo”, ha concluso. Il programma di salvataggio, ricordiamolo, prevede un ritorno alla crescita nel 2013 e un Pil a +2,5% nel 2014 e nel 2015.

M.N.