Inter, Gasperini rivela la sua verità: “Volevo Palacio…”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:38

Inter, Gasperini – In una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Gian Piero Gasperini ha ripercorso la sua breve avventura sulla panchina dell’Inter conclusasi con un bilancio di zero vittorie in cinque partite, solo un pareggio e cinque sconfitte: “Come ricordo Novara? Come il momento più brutto di tutta la mia carriera. Ma ormai a quel punto era già tutto deciso. C’era attorno a noi un clima assurdo. Nei giocatori era subentrata la rassegnazione. Sbagliammo tutto. Moratti mi spiegò che per il fair-play finanziario un pezzo grosso doveva partite, ma che Etòo sarebbe rimasto. A me bastavano Palacio, un centrocampista e un difensore, visti gli infortuni nel reparto. Si pensava a Vidal a centrocampo, ma anche a Naingollan che però non veniva ritenuto da Inter. Come Criscito, per non dire di Palacio che si poteva prendere”.

Scelte di mercato sbagliate – L’ex allenatore del Genoa ha sottolineato alcune divergenze con la dirigenza nerazzurra, in particolare in sede di mercato: “Cercavano Sanchez, Lavezzi, Tevez, molto meno abbordabili. Io col tridente Palacio-Milito-Eto’o ero pronto a sfidare il mondo. Fui accontentato con Thiago Motta, cui l’Inter aveva chiesto di trovarsi una squadra e Milito, che rifiutò una grande proposta. Bastava poco, due-tre giocatori, non i nove che ha comprato l’Inter. Alla faccia del fair-play. Dopo Palermo pensai di dimettermi? Sì. Avessi fiutato prima l’andazzo mi sarei dimesso prima dell’inizio. Così ora forse sarei in panchina come Donadoni e Pioli. Invece di valutare la prestazione alla luce del contesto, venne ridotto tutto alla difesa a tre. Assurdo”.

 

Giuseppe Ferrara

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