La ricetta di Napolitano: Rigore e solidarietà per uscire dalla crisi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:42

Potenziare l’architettura europea, accostando al rigore la solidarietà. E’ questo, in sintesi, il succo del discorso pronunciato ieri dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al summit dei capi di Stato europei che si è svolto nella capitale finlandese. L’inquilino del Colle ha rimarcato la necessità di intensificare i rapporti tra gli Stati membri dell‘Ue, puntando su una strategia comune capace di traghettare i paesi fuori dalla “tormenta” speculativa. “L’Europa non è solo l’Euro”, ha scandito Napolitano, che ha aggiunto: “L’Europa deve parlare con una sola voce“.

Impossibile tornare al passato – “Possiamo farcela. Se c’è chi pensa che si può essere al sicuro tornando al passato, si colloca fuori della realtà”. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto inaugurare il suo intervento al summit internazionale di Helsinki con parole ottimistiche. Il capo dello stato italiano si è detto certo della possibilità di superare la crisi che sta destabilizzando l’intero continente (conducendo la Grecia sull’orlo del baratro) a condizione che ci si adoperi per una politica ben concertata. “Dobbiamo esprimere più orgoglio e più fiducia – ha detto ai colleghi incontrati in Finlandia – Abbiamo realizzato qualcosa di originale, di unico, non un’alleanza tradizionale. E ai nostri cittadini dobbiamo saper comunicare meglio ciò che siamo e vogliamo sempre più essere”.

Oltre il coordinamento fiscale – “L’Europa deve parlare con una sola voce – ha continuato l’inquilino del Quirinale – perché l’Europa non è solo l’Euro, è  molto di più. L’interconnessione è così profonda da rendere inimmaginabile una sua dissoluzione ed è essenziale misurarsi con tutti i cambiamenti necessari. E’ stato un bene che si sia proceduto a una maggiore integrazione fiscale – ha insistito Napolitano – ma non basta. Si deve andare oltre il mero coordinamento delle politiche economiche nazionali, che hanno causato il fallimento della strategia di Lisbona“.

Nessuno è autosufficiente – E nel suo intervento, il presidente italiano non ha dimenticato di sottolineare la necessità di operare anche in rapporto con le altre zone del mondo perché “bisogna riconoscere – ha spiegato – che il baricentro dello sviluppo si è allontanato dall’Europa”. “Nessun paese, per quanto grande e competitivo – ha ripreso Napolitano – può agire con capacità sufficiente per contare davvero nel nuovo contesto globale”. Una puntualizzazione che sembra chiamare in causa la rigorosissima Germania, a cui anche il premier Mario Monti aveva mandato a dire: “Occorre che si impegni di più”.

Rigore e solidarietà – Da qui l’invito a marcare con maggiore convinzione il tratto della solidarietà: “Si sono frapposti ostacoli al principio di solidarietà – ha osservato il capo dello Stato – si è diffusa la voce che alcuni paesi abbiano avuto solo vantaggi dall’Euro mentre altri hanno pagato solo il conto. Ma insieme con il rigore occorre che operi proprio il principio di solidarietà, come è stato in altre fasi per vari paesi”. Di più: “Ciascun paese deve assumersi le proprie responsabilità – ha concluso Napolitano – l’Italia lo sta facendo con decisioni difficili e duri sacrifici, in particolare per ridurre l’enorme debito pubblico, per non lasciare che gravi sulle giovani generazioni”.

Maria Saporito

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