L’allarme di Bertolaso: Stop al commissariamento della Protezione civile

In un lungo intervento pubblicato ieri sul suo sito personale, l’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, ha detto la sua sull’ondata di maltempo che ha messo (e continua a mettere) in difficoltà il paese e acceso polemiche tra gli amministratori e il Dipartimento. Per il predecessore di Gabrielli, la colpa del malfunzionamento deve essere imputata alla legge 10 del 2011 che ha favorito il “commissariamento” della Protezione civile, producendo “più vittime che risparmi”.

Diatribe puerili – “Grazie neve, per averci aiutato a capire che la Protezione civile ci serve”. A scriverlo ieri sul suo sito internet personale è stato l’ex responsabile del Dipartimento, Guido Bertolaso. “La gravità e l’imponenza dell’ultima ondata di maltempo – ha osservato l’ex Mister Emergenza – è stata offuscata dalle diatribe puerili di chi cerca scuse per giustificare le proprie leggerezze, mentre la gente muore assiderata per le strade perché nessuno – ha spiegato Bertolaso – è andato a soccorrerla, un po’ come per la Concordia”. “Dopo aver preso sottogamba il momento davvero critico – ha rincarato il predecessore di Franco Gabrielli – ora sono tutti mobilitati con le catene, i motori accesi, le vanghe in mano e il tè caldo da distribuire”.

Una legge castrante – Ma il problema, secondo l’ex responsabile dei “Grandi eventi”, va rintracciato a monte, in quella normativa che ha rovinosamente depotenziato la Protezione civile. “E’ una legge dello Stato, approvata dal Parlamento sotto il precedente Governo, la ormai nota a tutti legge 10 del febbraio 2011 – ha precisato Bertolaso – a rendere impossibile al Dipartimento la stessa velocità di reazione alle situazioni di emergenza che io potevo esprimere, senza i vincoli posti dalla attuale normativa”.

La vendetta del commissariamento – “Se non si dice chiaro e tondo che commissariare la Protezione Civile e impedirle di essere tempestiva nel muoversi produce vittime più che ipotetici risparmi – ha insistito – se non si torna ad un sistema che renda possibili decisioni immediate ed adeguate, il problema della Protezione Civile e del servizio che questa struttura rende al paese e ai cittadini rimane irrisolto”. Di più: “Il commissariamento non è una cura possibile neppure per consumare ‘vendette’ verso personaggi scomodi e troppo popolari”, ha rincarato la dose Bertolaso, che ha invitato chi di competenza a darsi da fare “per eliminare subito le misure che impediscono il funzionamento di una struttura vitale per l’Italia”.

Macchinazioni meschine – Non solo: l’ex patron del Dipartimento (coinvolto in procedimenti giudiziari tesi a verificare la “trasparenza” della sua gestione) non ha rinunciato a togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “L’operazione contro di me – ha ricordato – aveva da un lato una motivazione politica, quella di indebolire, colpendo me, il governo per il quale ho lavorato, ma dall’altro – ha continuato Bertolaso – aveva una motivazione anche più meschina: quella di fermare una macchina amministrativa in grado di dare risposte ai bisogni reali della popolazione lavorando duramente e usando al meglio tutte le risorse organizzative ed umane disponibili”.

Maria Saporito