Monti alla conquista di Wall Street: Credo di aver convinto gli investitori

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, torna in Italia dopo aver incassato ampi consensi al di là dell’oceano. All’indomani dell’incontro con il presidente Barack Obama a Washington, il Professore ha ieri raggiunto New York per stabilire contatti strategici sul fronte economico-finanziario. Dalle prestigiose redazioni del New York Times e di Bloomberg alla visita alla Borsa statunitense a Wall Street, senza dimenticare il vertice bilaterale (avvenuto nella serata di ieri) con il numero uno dell’Onu, Ban Ki-moon. Un  tour de force che, stando alla cronaca dello stesso Mario Monti, avrebbe fruttato i risultati sperati.

Mercati da convincere – “C’è molto interesse per l’Italia e per il mercato italiano una volta che l’economia si consoliderà nel suo miglioramento, ma già oggi”. Il premier Mario Monti è appena uscito dalla sede newyorkese di Bloomberg quando, “assediato” dai giornalisti, si è lasciato andare all’ottimistica osservazione. Ad attenderlo ci sono i traders di Wall Street, ai quali il Professore ha cercato di consegnare l’immagine di un paese (l’Italia) in inarrestabile ripresa. “Penso di essere riuscito a convincere gli investitori – ha risposto a chi gli ha chiesto un resoconto sul delicato incontro con il gotha della finanza americana – ma in genere non lo dicono seduta stante. I mercati parlano con i fatti“.

L’incontro al Palazzo di Vetro – Ma il Professore è apparso più convinto che mai a proseguire lungo la via delle riforme: “Gli investitori chiedono all’Italia di continuare quello che abbiamo cominciato a fare e che viene molto, molto apprezzato – ha detto Monti – Ma non lo facciamo per loro, lo facciamo per gli italiani“. E il declassamento, da parte della Standard & Poor’s,  di 34 istituti bancari italiani? “E’ in gran parte un effetto atteso di precedenti decisioni”, ha tagliato corto il presidente del Consiglio, che in serata ha stretto la mano del segretario generale dell’Onu, Ban ki-moon, con il quale ha parlato della difficile questione siriana e del quadro delineatosi all’indomani delle rivolte riconducibili alla cosiddetta “Primavera araba“.

Maria Saporito