Obesità infantile: campagna choc negli Usa

Campagna choc contro l’obesità infantile. E’polemica negli Usa per la campagna shock contro l’obesità infantile lanciata da Strong4life, il movimento creato dal Children’s Healthcare di Atlanta che ad agosto ha diffuso manifesti, spot e video in bianco e nero con infelici bambini grassi alle prese con diete e sport. La campagna utilizza delle immagini shock con bambini obesi e tristi, strizzati in maglie troppo strette e descritti quasi come moribondi, con frasi ad alto impatto emotivo.

Polemiche e critiche. Sotto accusa anche gli slogan allarmistici della campagna, come: “Chubby non è carino se ha il diabete di tipo 2” oppure “Ha gli occhi e il sorriso del padre e probabilmente anche il suo diabete”. L’iniziativa sta raccogliendo innumerevoli critiche da parte di esperti ed opinione pubblica. La Bbc e il Washingotn Post si sono occupati degli effetti di questa campagna, ma lo stop più autorevole è arrivato da Alan Guttmacher, del National Institutes of Health, per il quale l’iniziativa «comporta un forte rischio di stigma», con problemi di salute psicologica per i bambini.

Fenomeno diffuso negli Usa. Gli ideatori volevano intervenire in maniera decisa su questo comportamenti di consumo a rischio, ma per molti l’effetto è stato quello di stigmatizzare chi è obeso piuttosto che quello di educare ad uno stile alimentare corretto. Il fenomeno dell’obesità infantile è molto diffuso negli Stati Uniti, con effetti devastanti sull’organismo dei bambini che cominciano a soffrire precocemente di disturbi quali l’ipertensione e le malattie cardiovascolari.

Adriana Ruggeri