Grecia, il nuovi tagli passano, ma ad Atene è il caos

Atene brucia – Al risveglio, dopo ventiquattro ore all’insegna delle proteste e della violenza senza quartiere, Atene sta provando quantomeno a fare il conto dei danni: si parla di oltre centoventi feriti negli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, sessantacinque arresti, e ben quarantacinque edifici danneggiati in varia misura dalle fiamme; tra di essi anche alcuni edifici di valore storico. È stato segnalato anche un tentativo di sfondare le porte del Parlamento, dove era in corso la votazione della nuova misura taglia-fondi, tentativo sventato dalla polizia.

In un clima politico e sociale sempre più depresso, il sindaco della capitale greca Giorgos Kaminis ha potuto solo dichiarare: “Una volta ancora la città è stata usata come leva per provare a destabilizzare il Paese“, per poi concludere con un rassegnato “i danni sono irreparabili“.

A un passo dal baratro – Le proteste si erano scatenate mentre nelle aule del Parlamento andava in scena la drammatica votazione, che avrebbe avallato un ulteriore taglio alle finanze greche di 3,3 miliardi di euro, necessari per incassare la seconda rata dall’Ue e dal Fondo Monetario Internazionale e salvare il Paese dal default. Il provvedimento è stato approvato, ma sono stati ben quarantatrè i parlamentari della maggioranza espulsi da loro partiti perchè contrari ai tagli.

Adesso la Grecia, almeno dal punto di vista economico, può prendere una breve boccata d’ossigeno, perchè i centotrenta miliardi che incasserà le permetteranno di pagare gli interessi sul proprio debito, che ammontano a 14,5 miliardi di euro.

Ma non c’è tregua dal punto di vista politico: un portavoce del governo ha dichiarato che c’è ancora un mese e mezzo di lavoro da portare a termine, dopodichè, ad aprile, si andrà obbligatoriamente alle urne.

Damiano Cristoforoni