Maroni: Su legge elettorale c’è aria di inciucio, ma nessuno vuole cambiarla

Ai microfoni di Sky Tg24, l’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è ieri tornato a sottolineare lo scarso entusiasmo per i provvedimenti benedetti dal nuovo governo. “Sta facendo cose sbagliate“, ha tuonato il leghista, che ha (anche) puntato l’indice contro la nuova maggioranza parlamentare, orientata – a suo giudizio – a formulare una legge elettorale “punitiva” nei confronti del suo partito. E sul rapporto col Pdl: “Stante la situazione attuale – ha tagliato corto Maroni – Lega e Pdl andranno divise alle amministrative”.

Maroni rispolvera la devolution – “Il governo sta facendo cose sbagliate, sta portando via i soldi ai Comuni con manovre iper stataliste“. A dichiaralo ieri è stato uno dei “big” del Carroccio, Roberto Maroni. L’ex titolare del Viminale, intervistato da Sky Tg24, ha stigmatizzato l’operato del governo dei Professori e puntato l’indice contro l’inedito cartello parlamentare che lo sostiene. “Dico a quella che definisco ‘nuova triplice‘, ossia Pdl-Pd-Udc, la maggioranza che appoggia Monti – ha precisato il leghista – che se questo governo regge e abbiamo davanti 10-13 mesi fino al 2013, perché non ripropone la devolution, la nostra riforma già approvata nel 2006 e bocciata dal referendum”.

La legge che nessuno vuole cambiare – Una proposta che l’ex ministro ha voluto abbinare a una caustica osservazione: “C’è più che aria di inciucio – ha rincarato Maroni – Temo che qualcuno stia pensando di fare come fece Craxi nel ’91 e cioè una legge elettorale punitiva nei confronti di qualcuno. In particolare nei confronti della Lega, ma non credo che ci riusciranno”.  Di più: “I cambiamenti non si annunciano con grandi proclami – ha spiegato il padano – si fanno. Io penso che non abbiano nessuna intenzione di cambiare la legge elettorale perché quella attuale mette nelle mani dei segretari la lista dei candidati“.

Amici divisi – E il burrascoso rapporto col Pdl? “Ho parlato di recente con Berlusconi – ha chiarito Maroni – lo stimo. Con lui parliamo di Milan. Io non ho mai rinnegato nulla della relazione con il Pdl, ho sempre detto che da ministro dell’Interno ho avuto un sostegno leale dal Pdl. Ma ora la situazione è cambiata. Con Berlusconi non siamo avversari o nemici. Parliamo di cosa potrà avvenire nel futuro e la posizione ufficiale della Lega è che stante la situazione attuale Lega e Pdl dovranno andare divise alle amministrative”.

Una Lega più giovane – Più che cauto, infine, sul futuro del suo partito, apparentemente segnato da “faide” interne: “Non c’è bisogno di cambiare la Lega – ha spiegato l’ex responsabile dell’Interno – ci sono cose ottime che devono continuare e poi ci sono stati degli errori che io ho denunciato, ma il progetto c’è e rimane quello. Bisogna dare spazio ai giovani: l’età media dei nostri sindaci è 35 anni, si tratta di gente capace ed io penso che c’è bisogno di dare spazio alle nuove generazioni, nuova linfa al partito, ma la linea – ha rimarcato Roberto Maroni per evitare fraintendimenti – è quella del segretario“.

Maria Saporito