Emilia-Romagna. Nel polo della ceramica forniture sotto shock causa maltempo

A mitigare gli effetti del maltempo è stata la bassa stagione, perchè nessuno in un’Europa attanagliata da ghiaccio e blizzard si mette a piastrellare casa. “Ce la siamo cavata con una circolare ai fornitori in cui li avvisavamo che per cause di forza maggiore avremmo consegnato la merce con qualche giorno di ritardo”, spiega l’ad di Emilceramica, uno dei nomi più noti del distretto sassolese, 150 milioni di fatturato, il 70% di export.

Francia e Germania da sole accentrano quasi un quarto dei 390 milioni di metri quadrati di piastrelle che il Paese produce e che in otto casi su dieci sono firmate da aziende del distretto tra Modena e Reggio: 4,7 miliardi di business, 3,3 miliardi l’export, 16.300 gli addetti. Un distretto così internazionalizzato che è stata la logistica il problema numero uno per gli imprenditori emiliani, già provati dai quattro giorni di sciopero dell’autotrasporto, prima di dover fare i conti con il blocco dei mezzi pesanti deciso dalle prefetture e le interruzioni di metano per far fronte agli extraconsumi domestici. Senza considerare che grandi volumi di argille e materie prime del distretto arrivano da Ucraina e Turchia facendo scalo nel porto di Ravenna, con ulteriori blocchi nell’arrivo delle forniture.

Il problema dei mancati arrivi di materie prime e dei container in partenza rimasti fermi qui coperti dalla neve dovrebbe essere velocemente recuperabile. Quello che più preoccupa, visto che è la prima volta in tre anni che ci interrompono la fornitura di gas, è la mancanza di una seria politica energetica in questo Paese”, così si esprime l’ad di Emilceramica.