Sparatoria a Milano: a Tgcom24 parla un testimone

Sparatoria parla testimone – “Non erano armati e urlavano Non sparate, non sparate!”. È questa la dichiarazione di un testimone oculare della sparatoria avvenuta ieri a Milano in zona Parco Lambro e in cui ha perso la vita un ragazzo di nazionalità cilena di 28 anni. A premere il grilletto, un agente di polizia locale, Alessandro Amigoni, visto da quanto riferito dal testimone a Tgcom24 mentre: “Ero lì a Parco Lambro che passeggiavo, come faccio spesso. A un certo punto ho visto due ragazzi che correvano via inseguiti da un’auto dei vigili che andava contromano. Poi si sono fermati e hanno iniziato a correre a piedi, non avevano né pistole né niente e urlavano Non sparate non sparate!. Dopo un po’ ho sentito degli spari. Sono sicuro che i due ragazzi non fossero armati. Dopo gli spari ho visto uno dei due a terra insanguinato, l’altro invece è scappato. Dei due vigili, uno correva dietro ai ragazzi, l’altro invece è rimasto fermo accanto all’auto. Poi il testimone conclude: Lo ha ammazzato. Gli ha buttato due colpi addosso.”

Vigile indagato per omicidio volontario – Al momento la situazione, come definita dagli inquirenti che mantengono il massimo riserbo è “delicata e da approfondire”. Nel frattempo il vigile è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio volontario così come comunicato dal procuratore Bruti Liberati. Come ha spiegato il procuratore, questa nuova contestazione per omicidio volontario con dolo eventuale (ossia l’accettazione del rischio dell’evento da parte della persona che agisce) è un atto dovuto, anche a garanzia della difesa per potere effettuare tutti gli accertamenti. L’autopsia sul corpo del giovane cileno è stata fissata per domani e sempre domani verrà affidato l’incarico a un consulente balistico per ricostruire con una relazione la traiettoria del proiettile.

Dario Morciano