Sudafrica – Difficoltà per le miniere di platino

Dopo oltre due anni di dibattito politico, l’ipotesi di nazionalizzazione delle miniere sudafricane sembra definitivamente accantonata. Ma per il settore estrattivo le difficoltà del Paese non sono terminate, con conseguenze che si stanno facendo sentire soprattutto sul platino, metallo che per quasi tre quarti proviene proprio dal Sudafrica e che ieri al fixing londinese ha toccato 1.713$/oncia, il massimo da cinque mesi.

Le minerarie lamentano soprattutto il pugno di ferro con cui Pretoria sta applicando le normative sulla sicurezza, imponendo frequenti e prolungate chiusure degli impianti in caso di incidenti. La conflittualità è aumentata molto da quando un nuovo sindacato – l’Association of Mineworkers and Construction Union (Amcu) – sta cercando di guadagnare influenza tra gli operai, a scapito della “vecchia” National Union of Mineworkers (Num). E’ Amcu a guidare gli scioperi alla maxi miniera di platino di Rustenburg: un’azione che è già costata 3mila once di metallo, il 17% dell’offerta stimata di platino del 2012, e che ha provocato la durissima reazione di Impala Platinum, che ha licenziato oltre 17mila operai.

Anche il bilancio diffuso ieri da Anglo Platinum, numero uno mondiale del ore, evidenzia le gravi difficoltà del settore: la controllata di AngloAmerican nel 2011 ha visto ridursi l’utile netto di quasi il 30% a 3,6 miliardi di rand (354 milioni di euro). A deprimere i prezzi è soprattutto la crisi in Europa, mercato importante per il platino, che viene usato nelle marmitte catalitiche dei veicoli diesel.