Usa 2012, Romney vince nel Maine ma non convince

Ripresa – Dopo la tempesta, un raggio di sole: Mitt Romney, reduce dalle tre sberle ricevute in Colorado, Minnesota e Missouri da Rick Santorum, si aggiudica il caucus del Maine, che non è vincolante in termini di delegati ma restituisce provvisoriamente al leader dei moderati il ruolo di frontrunner. La vittoria è stata comunque meno netta di quelle arrivate in New Hampshire e Florida: Romney si è aggiudicato il 39% dei consensi, tallonato dal redivivo Ron Paul, che ha ottenuto il 36%. Più staccato Santorum, che con il suo 18% dimostra di avere una buona base di voti praticamente in ogni Stato. Chi sembra entrato in crisi è invece Newt Gingrich: l'ex speaker della Camera, dopo aver assunto il ruolo di anti-Romney, ha steccato nella triplice votazione in cui ha stravinto Santorum, e nel Maine ha ricevuto solamente il 6% dei voti.

Supertuesday – Le prossime tappe della carovana saranno Arizona e Michigan, dove Romney è nato e dove suo padre è stato Governatore. Comprensibilmente l'ex amministratore di Bain Capital partirà in vantaggio, ma anche in caso di vittoria, ancora niente sarà deciso: la vera svolta di queste primarie arriverà il 6 marzo, in occasione dell'ormai famoso (e temuto) “Supertuesday”, quando andranno al voto ben undici Stati contemporaneamente. Se Romney vuole arrivare tranquillo all'appuntamento, dovrà portare a casa più delegati possibili da qui al 6 marzo, anche perchè i sondaggi che lo contrappongono a Obama lo danno in nettissimo svantaggio, e lui stesso non ha ancora dato la prova di forza necessaria per conquistare il consenso dell'establishment del Grand Old Party.

Damiano Cristoforoni