Italia, Istat: Pil a -0,7% nel quarto trimestre 2001. È recessione tecnica

L’Italia ha chiuso l’anno 2011 con un tasso di crescita dell’economia pari allo 0,4% contro il +1,4% registrato nel 2010, ma è entrata in recessione tecnica, poiché nel periodo ottobre-dicembre il Pil è sceso in termini congiunturali dello 0,7% dal -0,2% del terzo trimestre 2011, nella seconda flessione consecutiva. A renderlo noto è l’Istat, precisando che i dati sono destagionalizzati e corretti per i giorni lavorativi e confermando l’analisi del governo trapelata la scorsa settimana.

La situazione. L’ultima stima ufficiale del governo, risalente all’8 dicembre, stimava una crescita del Pil pari a +0,6% per l’intero 2011, ma era espressa sulla base di dati grezzi.Su base annua il Pil è sceso dello 0,5% dal +0,3% del terzo trimestre. Le stime raccolte degli analisti di mercato convergevano su un calo dello 0,5% in termini congiunturali e dello 0,3% a livello tendenziale. “Il risultato congiunturale complessivo è la sintesi di dinamiche settoriali del valore aggiunto positive per l’agricoltura, negative per l’industria, sostanzialmente stazionarie per i servizi”, fanno sapere dall’istituto nazionale di statistica. Il Pil acquisito per il 2012 è pari a -0,6% e il governo stima nel 2012 una contrazione pari allo 0,4% , sempre su dati grezzi.

M.N.