McDonald’s contro i maltrattamenti sugli animali

McDonald’s dalla parte dei maiali –  McDonald’s è stata spesso al centro di polemiche riguardanti i loro prodotti, spesso considerati poco genuini e per il trattamento del bestiame. Ma l’azienda ha oggi fatto una scelta molto importante: d’ora in poi pretenderà che i suoi fornitori certifichino l’intenzione di abbandonare il sistema delle gabbie di gestazione (gestation crate).

I maltrattamenti – McDonald’s si schiera dalla pare dei maiali, contro i maltrattamenti e i sistemi costrittivi che sono costretti a subite gli animali da allevamento. Basti pensare alle gabbie individuali in cui vengono tenute le scrofe durante la gravidanza: grandi quanto l’animale stesso impediscono ai maiali il minimo movimento. Senza contare che le scrofe trascorrono la maggior parte della loro vita adulta in gravidanza, circa 5 parti ogni 2 anni, a causa dei ritmi riproduttivi imposti dal sistema dell’allevamento intensivo. Secondo studi recenti le scrofe tenute nelle gabbie mordono le sbarre, dondolano la testa, continuano con la masticazione anche senza cibo e restano impotenti e inerti nonostante vengano sottoposte a forti stimoli esterni.

Decisione incisiva per gli Stati uniti – La decisione di McDonald’s di abbandonare le gabbie avrà un impatto su tutta l’industria alimentare statunitense, come spiega Bittman, sarà enorme. L’azienda infatti acquista l’uno per cento della carne suina prodotta negli Stati Uniti, una percentuale elevatissima. La rivoluzione del fast food più noto al mondo sarà quindi incisiva sul mercato. Entro il 2013 tutti i Paesi dell’Unione europea dovranno abolire l’uso delle gabbie oltre la quarta settimana di gravidanza, com’è già stato fatto in molti altri stati del mondo.

Michela Santini