Sanremo 2012: Celentano non risparmia critiche, soprattutto a chi lo accusa

Le accuse di Celentano – Sia ben chiaro: nessun pregiudizio sul Molleggiato. Non si tratta né del “Re degli Ignoranti” (come lo ha definito Aldo Grasso sul Corriere) né di un profeta (come credono molti italiani), ma di un uomo di spettacolo. Il problema è che lo spettacolo andato in onda ieri sera a Sanremo – diciamolo, una prima serata del Festival dei Fiori tutta dedicata solo allo show di Celentano; altro che musica: è stata annullata persino la gara – è stato macchiato indelebilmente di populismo e demagogia. Che Celentano dica cose che il pubblico vuole sentirsi dire lo si sapeva da tempo (Rockpolitik docet), e nella congerie di luoghi comuni (ah, la guerra! ah, lo spread!) c’è spazio anche per qualche osservazione sacrosanta. Lui è così: poco intellettualismo (anche se le citazioni bibliche fanno sempre più capolino nei suoi monologhi) e tanta sostanza “dal basso”. E’ per questo che piace alla gente. Eppure un dubbio viene: perchè Celentano ha attaccato frontalmente e così platealmente Aldo Grasso, Avvenire e Famiglia Cristiana?

I retroscena – Il critico e storico della tv, firma del Corriere, lo scorso dicembre aveva accusato Celentano di apparire in tv sempre e solo quando in promozione c’era un suo album. “La cosa mi fa tristezza”, aveva commentato Grasso in un video-articolo sul Corriere.it. Sorpresa: chi è il giornalista attaccato da Celentano e da lui definito “deficiente”? Proprio lo stesso giornalista che lo aveva accusato di vedersi i fatti suoi (e che oggi, sulle pagine del Corriere, ha volontariamente scelto di non replicare agli insulti del cantante). Ancora: ricordate l’immensa bagarre sul cachet del Molleggiato? La decisione di devolvere tutto in beneficenza aveva messo a tacere le critiche, ma qualche voce fuori dal coro si era alzata: “Con quello che costa una serata di Celentano si potrebbero far vivere un anno in più le testate Rai nel Sud del Mondo“, aveva chiosato Avvenire. Famiglia Cristiana, invece, con un editoriale firmato da Franca Zambonini, aveva sparato a zero sul compenso del cantante (“In tempi di sacrifici richiesti […] scandalizzano i compensi che la Rai è pronta a versare“) e sull’esibita beneficenza (“La generosita’ richiede silenzio, non aspetta ne’ lodi ne’ promozione di immagine“). Entrambe le testate, ora, si sono ritrovate alla berlina, in prima serata, su uno dei palchi più seguiti dagli italiani.

Vittoria dello share – Chi scrive si astiene dall’esprimere giudizi su Avvenire, Famiglia Cristiana e Aldo Grasso. Ma non si può fare a meno di notare che Celentano, quando non si districa tra j’accuse polemici di stampo generico contro la guerra, l’economia, e i preti (fanno eccezione, forse, gli attacchi alla Consulta e alla Rai) sceglie attacchi frontali soprattutto contro persone e giornali con cui ha dei conti in sospeso. I posteri poco se ne cureranno, comunque, lo show è andato avanti e la legge della tv ha obbedito: nella serata delle polemiche e dei malfunzionamenti (tutto, diremmo, tranne che della musica) Sanremo ha portato a casa quasi il 50% di share. Tanto basta perché la Storia assolva Morandi, Mazza e, ovviamente, anche Celentano.

Roberto Del Bove