Caso Bergamini, l’ipotesi dei Ris: “Omicidio volontario”

Caso Bergamini Il caso Bergamini, giocatore del Cosenza scomparso 22 anni fa in circostanze oscure, è ad una svolta: le investigazioni del Ris di Messina, in una relazione che il procuratore capo di Castrovillari Franco Giacomantonio riceverà nei prossimi giorni, ribaltano di netto quello che, a suo tempo, era stato bollato come un sucidio. La verità, piano piano, sta venendo fuori e il mistero che fa ombra sul caso dello sfortunato calciatore sta per essere diradato: i Ris parlano chiaramente di omicidio volontario. Un’ipotesi che cozza e non poco con le testimonianze dell’epoca, specialmente quella dell’ex fidanzata Isabella Internò, ma che è supportata dagli esperimenti scientifici e dalle indagini portate avanti dal reparto scientifico dei Carabinieri di Messina.

Le novità – I testimoni riferirono che Donato, in una serata piovosa, scese dall’auto parcheggiandola in una piazzola e si tuffò volontariamente, sotto un camion che lo trascinò per 60 metri. Ma i Ris hanno rilevato come parecchi elementi non collimino con le parole dei teste: le scarpe di Bergamini non erano sporche di fango (nonostante le numerose pozzanghere presenti per il diluvio) e, inoltre, le stesse scarpe, la catenina e l’orologio erano intatti. Impossibile che, dopo un trascinamento di 60 metri sotto un camion, questi oggetti non si fossero distrutti. Inoltre, ci sono novità sull’ora della morte, su alcune tracce ritrovate nell’auto del giocatore e sul tipo di ferite riportate da Bergamini: sarebbero state inferte ad un corpo già disteso per terra. Indizi che portano ad una verità ben diversa da quella del suicidio.

E adesso? – Per avere la certezza che l’ipotesi omicidio sia davvero quella giusta manca il movente e gli investigatori lavorano proprio per fare luce sull’accaduto: la pista della droga e della criminalità rimane valida, ma si fa largo la possibilità di un omicidio passionale. Quel che appare certo è che la ‘ndrangheta ha dato il suo consenso all’assassinio, fornendo poi protezione alle persone coinvolte. I rilievi del Ris, comunque, avvicinano il caso Bergamini alla verità: era ora che accadesse. Per la famiglia di Donato e per i tifosi del Cosenza (da sempre sostenitori della tesi dell’omicidio) ma, soprattutto, per Bergamini stesso. Ventidue anni dopo il mistero sta per essere svelato.

Edoardo Cozza