Berlusconi apre alla discussione sull’articolo 18

L’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è convinto che la discussione sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non solo debba essere intavolata, ma debba giungere a una soluzione tempestiva. “L’articolo 18 non può essere un tabù“, ha spiegato all’agenzia di stampa spagnola Efe, alla quale ha rivelato di aver già tentato di modificare la norma, ma senza successo. Non solo: il Cavaliere è tornato a rimarcare il tifo per il suo successore: “Conosco bene la sua competenza e serietà – ha detto riferendosi a Mario Monti – e gli sono al fianco con lealtà“.

Articolo 18, modificarlo si può – “A suo tempo noi proponemmo di modificarlo almeno per i nuovi assunti, ma la reazione, soprattutto dei sindacati, fu furibonda”. L’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha consegnato oggi all’agenzia spagnola Efe la sua posizione sul nodo più intricato delle trattative avviate per riformare il mercato del lavoro: la paventata modifica dell’articolo 18. “Alla fine quest’idea è tornata – ha ripreso il Cavaliere – Produttività, crescita e occupazione, così come la fiducia dei mercati e degli investitori internazionali, dipendono in gran parte dalla riforma del nostro sistema di relazioni lavorative”.

Più flessibilità e concorrenza – “Il professor Monti – ha ripreso il fondatore del Pdl – si trova nella posizione ideale per realizzare le riforme che il mio esecutivo aveva avviato senza poterle portare a termine, anche per la riluttanza dei partner della nostra coalizione. Spero che riesca a rendere più flessibile il mercato del lavoro e a realizzare una effettiva libertà di concorrenza per restituire competitività all’Italia. E potrà contare per le riforme – ha precisato il Cavaliere – sulla leale collaborazione del Popolo della Libertà e mia personale”.

Monti serio e competente – Promesse a cui l’ex premier ha voluto abbinare anche qualche complimento:”Fui io a indicare Monti nel 1994 come Commissario europeo – ha ricordato Berlusconi – e a confermargli la fiducia per il secondo mandato. Conosco bene la sua serietà e competenza, e gli sono al fianco con lealtà”. “Mi aspetto pure che faccia sentire la voce dell’Italia in Europa con ancor maggiore forza e determinazione”, ha aggiunto l’ex capo del governo, che non ha rinunciato a riabilitare anche alcuni meriti personali. “Ero nel giusto quando dicevo che le misure d’austerità non sarebbero bastate – ha sottolineato Berlusconi – e che bisognava cambiare le regole di questa Europa che è un’unione monetaria ma non politica”.

Le intuizioni del Cavaliere – “Sono stato il primo – ha fatto notare il Cavaliere – a dire che bisognava investire per far ripartire le economie, e che gli investimenti infrastrutturali dovrebbero essere favoriti dall’emissione di bond europei”. Intuizioni preziose, su cui – a sentir parlare Berlusconi – il Professor Monti avrebbe edificato la sua “fortuna politica”, ottimizzando il lavoro già precedentemente avviato da altri.

Maria Saporito