Bambini in ospedale. Se c’è un animale è più bello

Bambini in ospedale. Meglio con gli animali. Un’altra conferma scientifica del valore della Pet Therapy viene da una pratica, iniziata come esperimento nel 2007, ma che ormai si può dire consolidata e di successo  Circa mille bambini tra i tre e i quattordici anni, costretti a rimanere in ospedale, in questio anni,  ogni martedì per due ore hanno ricevuto la visita di tre pelosi. Orso, Ambra e Nuvola.  Due barboncini e un meticcio,  che la biologa Amelia Stinchi, ha fortemente voluto portare in ospedale, mettendo in piedi di fatto la pratica chiamata AAA (assistenza assistita da animali).

Scientificamente i benefici sono davvero tanti. I bambini con al loro fianco un cane si aprono maggiormente, sono più allegri, parlano di più e meglio, hanno meno paura. Insomma, in una parola, sono molto più felici, durante una condizione in cui non è certo facile esserlo.  La Stinchi, fondatrice di Aitaca Onlus,  ha spiegato all’Ansa che i bimbi non hanno sufficienti strumenti cognitivi per capire il motivo per il quale sono obbligati a rimanere all’interno della struttura sanitaria  e non possono tornare a casa. Quindi, dice “si sentono insicuri – ma il poter insegnare ad un animale a fare un esercizio e ripeterlo insieme a lui lo rende competente ed esperto, quindi piu’ sicuro”. I bimbi infatti interagiscono con i cani insegnando a questi ultimi alcuni movimenti ( ad esempio il classico “dammi la zampa”) e ciò oltre a infondere in loro una maggiore sicurezza, li rende più attivi, con più voglia di fare e di lottare.

Non solo per i piccoli. Estendendo il concetto e facendo le dovute differenze tra le due situazioni, si può quindi a ragione sostenere che bene ha fatto il giudice tutelare di Varese Giuseppe Buffone che in una recente sentenza si è addirittura spinto oltre, garantendo ad una signora ricoverata con “gravi patologie” in una clinica in cui era vietato l’ingresso di animali , oltre ai probabili benefici dell’avere il suo cane vicino in una condizione di sofferenza, anche lo stesso sentimento per gli animali (provato da grandi o piccini non fa differenza), che “costituisce un valore e un interesse a copertura costituzionale”. Nella foto, Orso, uno dei tre angioletti pelosi di Napoli.

A.S.