Siria: gli Stati Uniti potrebbero armare i ribelli

Siria, gli  Stati Uniti potrebbero armare i ribelli. La guerra civile in Siria non accenna a fermarsi ed anzi sembra assumere sempre più i toni di uno scontro internazionale.  Due senatori  repubblicani americani, Lindsey Graham del South Carolina e John McCain, dell’Arizona e già molto conosciuto per essere stato il grande sconfitto nelle presidenziali del 2008, che hanno visto la vittoria di Barack Obama, oggi durante una visita a Kabul hanno sostenuto la necessità di armare i ribelli siriani, in modo da dare loro la possibilità di difendersi dal regime di Assad. A riportare la notizia è stato il New York Times

Aiuti diplomatici e militari. Gli USA, hanno detto i due senatori, che fanno parte del “Senate Armed Services Committee”, potrebbero mettere in campo una serie di aiuti diplomatici, umanitari e anche militari, in favore delle forze ribelli siriane, che “meritano di essere armate per poter affrontare il governo siriano”. Sempre secondo i due politici americani, questo tipo di intervento potrebbe anche aiutare Washington ad indebolire l’Iran, il quale recentemente ha spedito due sue navi da guerra nel Mediterraneo McCain ha spiegato che “ci sono modi per fornire aiuti militari ai ribelli servi, senza che ricorrere all’intervento militare diretto. Iraniani e Russi riforniscono Assad di armi. Il popolo, che viene massacrato, ha il diritto di avere la possibilità di difendersi“. McCain si è poi dichiarato “non contrario, ma anzi favrorevole al fatto che i ribelli siriani ricevano le armi”

Canali indiretti. Le armi non arriverebbero comunque direttamente in Siria. Ancora McCain, a Kabul per incontrare gli ufficiali militari ed il presidente Karzai, ha detto che una via percorribile sarebbe quella di utilizzare come canale i “paesi del terzo mondo” , oppure la Lega Araba. Quest’ultima è stata citata anche dall’altro senatore repubblicano, che ha rilasciato dichiarazioni più o meno identiche a quelle di McCain. Graham ha poi concluso che se “Il regime siriano venisse rimpiazzato con un altra forma di governo non legata all’Iran, il mondo diventerebbe un posto migliore”.

A.S.