E’ morto il premio Nobel Renato Dulbecco: un vero eroe italiano

Morto Renato Dulbecco: si è spento oggi il premio Nobel per la medicina nel 1975 Renato Dulbecco; genetista, biologo, scienziato ma soprattutto un simbolo di grande integrità, classe e spessore umano. Quanto è difficile comprimere in poche righe la bellezza di una vita così illuminata e coraggiosa spesa perennemente sotto l’egida della scienza e della ricerca, un fuoriclasse nel proprio lavoro e nella conduzione della propria vita: perennemente venti passi avanti agli altri…a questo servono uomini così del resto, a spianarci la strada. Nel 1930 Dulbecco si iscrive a soli 16 anni alla facoltà di medicina dell’Università di Torino, grazie ai brillanti risultati è presto ammesso come interno all’Istituto di Anatomia di Giuseppe Levi, personalità in vista nell’ambito medico e biologico. Qui instaura un’amicizia secolare con Rita Levi Montalcini, che diventa un’ottima compagna di lavoro. Altro suo compagno di studi Luria si occupava dei virus (biologia) che infettano i batteri utilizzando come Dulbecco le radiazioni; arriva così la possibilità di lavorare nel suo laboratorio a Bloomington, nell’Indiana (USA), dove collaboravano già personalità di primo piano della comunità scientifica.

Genio, coraggio e ironia: una vita longeva e vissuta con grande coraggio, fulgido esempio di quanto l’ingegno e l’applicazione conducano a risultati capaci di modificare il corso della storia. Sempre in prima fila per il progresso italico e la tutela dei cervelli nostrani costretti a fuggire da uno Stato che considera la ricerca uno spreco di denaro; ed è proprio a questi “cervelli in fuga” che Dulbecco devolve il suo compenso, nel 1999, quando accetta l’invito di Fabio Fazio di salire sul palco dell’Ariston ed accompagnarlo in quell’esperienza che tutti ricordano. Commosse le parole del celebre presentatore: Il coraggio ha percorso trasversalmente ogni sua azione: in gioventù, quando decise di studiare medicina; negli anni della guerra partigiana; quando scelse di trasferirsi negli Stati Uniti; nel tipo di ricerca portata avanti. E il coraggio, anche se su scala infinitamente più ridotta, riguardò anche il suo sì a Sanremo”. 

Il coraggio dell’integrità e di non prendersi mai troppo sul serio: le persone davvero grandi non cercano cerimonie e inutili celebrazioni, mai, semplicemente è impossibile non tributarne loro.

Valeria Panzeri