Erroridistampa alla Rai: Cancellate la clausola gravidanza

Erroridistampa e la clausola gravidanza. Postata sul blog di riferimento, su facebook e Twitter, la lettera aperta dei giornalisti precari romani in  Rai, spedita al dg Lorenza Lei, ha sollevato un vespaio. Nella lettera i giornalisti blogger chiedono di “stralciare dal testo la penosa ‘clausola gravidanza’, contenuta al punto 10 del contratto di consulenza”. Insomma, la Rai si riserverebbe di licenziare, o meglio di terminare il rapporto lavorativo, per “infortunio, gravidanza cause di forza maggiore od altre cause d’impedimento insorte durante l’esecuzione del contratto“. Con toni durissimi, la lettera spiega che “In Rai, quindi, l’azienda editoriale che lei dirige, non solo i giornalisti sono “consulenti”, pagati a cottimo e costretti a versare Inps o Enpals al posto dell’Inpgi. Ma hanno anche l’umiliazione di sapere che scegliere un figlio potrebbe implicare la rinuncia coatta al lavoro”.

Fuoco di fila contro la Rai.  Molte le reazioni alla denuncia schock di Erroridistampa. Giuseppe Giulietti di Articolo 21 ha spiegato che “una simile prassi è già stata adottata da molte aziende , non a caso tra i primi provvedimenti del governo Berlusconi ci fu proprio la abrogazione della Legge Nicchi che metteva un freno ad eventuali forme di arbitrio. In ogni caso dalla Rai ci attendiamo una risposta argomentata e tempestiva alla denuncia della associazione ‘Errori di stampa’”. Per l’esponente del PD Vincenzo Vita “non è possibile” e chiede alla Rai di smentire l’esistenza di “una clausola illegale che sarebbe apposta nei contratti con le donne, volta a risolvere il rapporto di lavoro in caso di gravidanza”. Del medesimo avviso la leader Cgil Susanna Cammusso che parla di “contratto assolutamente illegittimo perché considera causa di risoluzione del rapporto di lavoro la malattia, l’infortunio e la gravidanza”.

La smentita della Rai. In serata il servizio pubblico ha diffuso una nota in cui smentisce nel merito quanto portato alla luce dai giornalisti precari romani.  Le regole insomma, sono state rispettate.  “Non esiste quindi alcuna clausola che possa consentire la risoluzione anticipata dei rapporti lavorativi del personale con contratto, anche a termine, di natura subordinata. Stessa cosa per quanto riguarda i contratti di lavoro autonomo (che non godono delle medesime tutele di quelli in essere per il lavoro dipendente). “la Rai precisa di non essersi mai sognata di interrompere unilateralmente contratti di collaborazione a causa di maternità – continua la nota – a meno che questo non sia stato richiesto dalle collaboratrici interessate per ragioni attinenti allo stato di salute o alla loro sfera personale.

A.S.