Fisco, Monti: venerdì al Cdm decreto e nuova legge delega

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:32

Il Governo riparte con il tema Fisco e il premier Mario Monti annuncia per la riunione del Consiglio dei Ministri di venerdì 24 febbraio un decreto legge e una nuova delega fiscale. “Questo venerdì ci saranno interventi sulle semplificazioni fiscali”, ha detto il presidente del Consiglio nel corso dell’incontro con la comunità finanziaria a Milano, presso la sede di Borsa Italiana SpA. Il decreto, da quanto si apprende da voci vicine all’esecutivo, non si limiterà a semplificare gli adempimenti tributari ma porrà le basi per un ulteriore rafforzamento della lotta contro l’evasione fiscale.

Le novità. Tra le misure si cita il ritorno dell’elenco clienti-fornitori, che le aziende dovranno trasmettere periodicamente all’amministrazione tributaria. Come contropartita, il governo sembrerebbe orientato a cancellare l’obbligo per i commercianti di segnalare al fisco gli acquisti fatti dai clienti sopra i 3.000 euro. “Le misure in cantiere sono molte e il decreto sarà definito domani nella riunione del pre-consiglio. Ci saranno nuove sanzioni per chi non emette scontrini o fa dichiarazioni false”, si legge su Reuters, che attribuisce le frasi ad una fonte dello stesso esecutivo. Nel prossimo decreto dovrebbe confluire anche l’emendamento che riconoscerà l’esenzione dal pagamento dell’Imu per le associazioni solo agli immobili esclusivamente non commerciali, misura che per l’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani, dovrebbe garantire almeno 500-600 milioni di maggior gettito pagato da Chiesa, movimenti cattolici e, in generale, da associazioni non a scopo di lucro.

Il calo della pressione tributaria. Il gettito strutturale riscosso con la lotta all’evasione e all’elusione fiscale servirà subito per un primo abbattimento della pressione tributaria. “Abbiamo l’obiettivo di ridurre il disavanzo pubblico, ma di far affluire ai contribuenti onesti in forma di minori tasse il gettito di maggiore lotta all’evasione”, ha spiegato il premier, e per questo il governo vuole riscrivere la delega fiscale presentata la scorsa estate dal governo Berlusconi. Il governo parrebbe orientato a voler ridurre le prime due aliquote fiscali, quella attualmente al 23%, valida fino a 15.000 euro di reddito, e quella al 27%, applicata fino a 28.000 euro. L’esecutivo, inoltre, sembrerebbe voler anche disinnescare il programmato aumento dell’Iva previsto dalla manovra correttiva di dicembre premendo sul riordino delle agevolazioni fiscali.

M.N.

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