Lavoro, Di Pietro: Interveniamo sulla corruzione, non sull’articolo 18

La forsennata trattativa sull’articolo 18 rappresenta un falso problema. Ne è convinto il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che – in un post pubblicato ieri sul suo blog – ha denunciato la volontà bipartisan di dirottare altrove l’attenzione per evitare di affrontare i nodi più faticosi e seri. “Se le aziende straniere non investono in Italia – ha spiegato l’ex togato – non è per l’articolo 18, ma perché c’è una corruzione sfrenata”.

Articolo 18? Solo un polverone – Alla vigilia del nuovo tavolo convocato a Palazzo Chigi per trovare la quadra sugli ammortizzatori sociali, il numero uno dell’Idv, Antonio Di Pietro, è ieri tornato sullo spinoso tema dell’articolo 18, intervenendo a gamba tesa sulla recente posizione ufficializzata dal democratico Walter Veltroni. “La cancellazione o la modifica dell’art.18, che oggi (ieri per chi legge, ndr) chiede anche Walter Veltroni contraddicendo quanto appena detto da Bersani – ha esordito l’ex pm – non sarebbe solo una grande ingiustizia e la lesione di un diritto sacrosanto. Sarebbe anche un polverone alzato apposta per nascondere l’incapacità o la non volontà di fare sul serio qualcosa per rendere di nuovo competitivo il sistema Italia. Servirebbe a lasciare tutto com’è facendo finta di aver cambiato le cose”.

Il cancro della corruzione – Un machiavellico disegno “gattopardesco”, che – a giudizio di Di Pietro – mirerebbe solo a nascondere la verità dei fatti. “Se le aziende straniere non investono in Italia – ha rincarato il leader dell’Idv sul suo blog – non è perché c’è l’art. 18, ma perché la burocrazia fa sì che un’azienda investe oggi e non sa mai quanti mesi o anni ci vorranno per vedere qualche risultato. E soprattutto è perché se non sborsi tangenti e mazzette tutto rischia sempre di restare paralizzato. Cioè, detto in buon italiano – ha precisato l’ex pm – perché c’è in Italia una corruzione sfrenata che, come un cancro, divora il nostro sistema e gli impedisce di essere competitivo”.

L’appello a Bersani – Per questo, ha continuato Di Pietro, è necessario puntare sulla lotta alla corruzione e su “una drastica riduzione della pressione fiscale per le aziende che investono in Italia e per quelle che assumono a tempo indeterminato”. Da qui l’appello rivolto al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: “Gli chiedo con forza – ha scritto Di Pietro – di impegnarsi perché la nostra mozione sia discussa e approvata al Senato”. “La strada per riportare il sistema Italia a un alto livello di competitività è quella – ha concluso il leader dell’Idv – non la truffa propagandistica dell’art.18″.

Maria Saporito