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Lega: Tosi è fuori dal Parlamento padano

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Troppe assenze: è questa la motivazione ufficiale addotta dagli organi dirigenziali della Lega per motivare l’allontanamento di Flavio Tosi dal Parlamento padano. Il sindaco di Verona ha dovuto così rinunciare alla sua carica di vicepresidente e cederla al nuovo capogruppo del Carroccio alla Camera, Giampaolo Dozzo. Una decisione che ha fatto discutere, incoraggiando i sospetti di quanti hanno letto nella “defenestrazione” di Tosi l’ennesimo altolà al sindaco “eterodosso”.

Le spiegazioni dei leghisti – “Tosi non era mai presente alle riunioni ed era inutile che occupasse la carica così l’ufficio di presidenza diretto da Calderoli ha preso la decisione”. A dichiararlo ai giornalisti è stato il senatore leghista, Piergiorgio Stiffoni. “E’ un fatto quasi naturale – gli ha fatto eco l’assessore veneto Roberto Ciambetti – La decisione è stata presa qualche giorno fa, strano che se ne parli solo oggi. Tuttavia – ha precisato il padano – va ricordato che Tosi non può prendersi carico dell’impegno parlamentare e di una difficile campagna elettorale nella sua città. Verona è il capoluogo leghista più importante del Veneto – ha ricordato Ciambetti – Del resto la scelta di Dozzo mi sembrava inevitabile: la sua conoscenza del mondo leghista è superiore a tutti”.

L’ipotesi del complotto – Fin qui la motivazione ufficiale, ma i rumors su una presunta “macchinazione” tesa a “fare fuori” Flavio Tosi non si contano. Secondo le malelingue, infatti, le assenze lamentate al sindaco di Verona sarebbero state “provocate”, convocando l’assemblea nei giorni in cui Tosi aveva già comunicato la sua indisponibilità a presenziare (per precedenti impegni istituzionali). Un piccolissimo “complotto” in salsa padana, con il quale i cosiddetti “bossiani” avrebbero voluto mandare una sorta di avvertimento al “maroniano” in continua ascesa, che scalpita per accostare alla lista della Lega anche una sua lista civica personale alle prossime amministrative di maggio.

L’accettazione del sindaco – Dal canto suo, il primo cittadino di Verona ha tentato di minimizzare: “E’ una decisione di Calderoli, non entro in polemica, non discuto, accetto la decisione e basta – ha tagliato corto ieri sera riferendosi alla sua “cacciata” dal Parlamento padano –  Se è stata una decisione politica? Non lo so – ha risposto Flavio Tosi – andatelo a chiedere a chi l’ha presa”.

Maria Saporito