Napolitano: Serve nuovo welfare. Coesione sociale non vuol dire immobilismo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:27

Nuovo welfare – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, questa mattina in visita a Cagliari, è entrato nel merito della discussione politica sulla riforma del lavoro, sottolineando la necessità di riformare il sistema del welfare. Il Presidente è stato accolto da grandi applausi ma anche fischi da parte di studenti, disoccupati, momento pastori.
La coesione sociale è importante per la crescita del Paese e non significa immobilismo, ma mettere in piedi un sistema di welfare e sicurezza sociale diverso da quello che è stato creato in passato“.
Secondo Napolitano, infatti, “l’attuale sistema lascia scoperte zone di povertà, e bisogna quindi occuparci di chi non ha; rinnovare per poter migliorare e preservare. Continuo a credere che la maggiore incompiutezza del processo di unificazione dell’Italia è il divario fra Nord e Sud è una questione che non siamo riusciti a colmare e che non è solo economica e sociale, ma anche civile ed istituzionale, una questione assolutamente ineludibile”.

Avanti con le riforme – Le riforme sono necessarie per il paese, soprattutto in questo periodo: “Resta ancora molto da fare anche per ridisegnare l’architettura istituzionale del nostro Stato e io ritengo che si debba far un tratto di strada ora, in questa fase politico-istituzionale, a un anno di distanza o poco più dal compimento della legislatura parlamentare nella primavera del 2013. Si deve fare un tratto di strada significativo già in questo periodo e tocca farlo alle forze politiche, ai partiti in parlamento, alle istituzioni regionali e locali al di là della caratterizzazione fuori dei binari ordinari” del governo Monti”.
E ancora: “In questo anno di tempo bisogna davvero cercare di costruire qualcosa che non è stato possibile realizzare sul piano delle riforme istituzionali perché abbiamo vissuto anni in cui la democrazia dell’alternanza, che ha partire dagli anni ’90 ha comunque rappresentato una conquista importante, è stata vissuta in termini di conflittualità distruttiva, in termini di incomunicabilità che non ha consentito “ogni possibile sviluppo anche delle riforme istituzionali e costituzionali. Abbiamo bisogno in questa fase di far funzionare questo cantiere in Parlamento“.

Matteo Oliviero