Serie A, Novara-Atalanta 0-0: sfida salvezza a reti inviolate

Novara-Atalanta 0-0 – Nè vincitori nè vinti fra Novara ed Atalanta, che al Silvio Piola non vanno oltre lo 0-0 e si portano a casa un punto che serve più agli ospiti che ai piemontesi, distanti 4 punti dal primo posto utile per la salvezza. Intervistato da Rai Sport, Mondonico non porta critiche ai suoi: “Possiamo essere stati imprecisi, ma non diteci che non ci abbiamo provato: abbiamo attaccato per la magior parte del tempo di gara, e ci sono diversi episodi dubbi, compreso uno proprio all’ultimo secondo di gara“. Anche Stefano Colantuono non è insoddisfatto della gara: “Oggi era la terza gara in una settimana, era molto importante fare risultato. Direi che abbiamo giocato abbastanza bene, sono molto contento ma non dobbiamo abbassare la guardia“.

Traversa – Comincia forte il Novara, che dopo pochi minuti è padrone del campo. Al 5′ c’è subito una grande occasione per i padroni di casa: Rigoni cerca la conclusione dalla distanza, ma Consigli è superlativo e devia il pallone in corner. Gli ospiti rispondono con Marilungo dal limite dell’area, ma Ujkani non si fa sorprendere. La più grande opportunità del primo tempo capita sui piedi di Denis al 27′: servito da Brighi, l’argentino salta Ujkani e dopo qualche rimpallo colpisce la traversa. Il Novara ci prova in finale di tempo con Pesce, ma il suo tiro viene respinto da Consigli.

Palo – Nei primi minuti della seconda frazione di gioco, Caracciolo pareggia la conta dei legni: l’Airone stacca bene su corner e colpisce di testa, ma la sua conclusione si stampa sul palo e arriva a Consigli. L’Atalanta ci prova in contropiede ed al 9′ si rende pericolosa: Schelotto ribalta il fronte di gioco e serve Marilungo, che trova l’estremo difensore novarese attento. I bergamaschi sono più brillanti e riescono a mantenere il pallino del gioco, ma le occasioni da rete latitano da una parte e dall’altra. Da segnalare solo l’espulsione di Pesce per somma di ammonizioni. Il triplice fischio complica la vita ai piemontesi, che ora vedono più lontano il traguardo della salvezza.

Alberto Ducci