Home Sport Motori

F1, Mercedes W03 pronta a stupire

CONDIVIDI

F1, Mercedes svelata – Ed eccola finalmente la tanto attesa freccia d’argento. Decidendo di ritardare la presentazione della propria vettura, il numero di curiosi ed indiscrezioni intorno a questa vettura era incredibilmente aumentato, lasciando supporre ad innovazioni interessanti al limite del regolamento. Persino lo stesso Adrian Newey aveva lanciato un campanello d’allarme, conoscendo molto bene le capacità del collega/rivale Rosso Brawn. La nuova W03 prende in eredità dalla vecchia monoposto solamente la dicitura del nome, visto che gli ingegneri tedeschi per questo 2012 sono partiti da un foglio completamente bianco. La deludente stagione passata chiedeva un deciso colpo di reni, pienamente avvenuto grazie ad un certosino lavoro in fabbrica e il ritorno di speranze e sorrisi nei volti di tecnici e piloti.

Lavoro certosino – Già intravisto nella “spy-foto” di Silverstone, anche la casa di Stoccarda sposa il concetto del gradino sul muso, addirittura marcando ancora di più il dislivello rispetto a Ferrari e soprattutto Red Bull. Il passo è stato allungato (nel 2011 uno dei motivi del fallimento era dovuto al passo eccessivamente corto), le bocche dei radiatori hanno dimensioni molto generose con le pance curvilinee a portare quanta più aria possibile nel retrotreno. Soluzione in comune con la Ferrari F2012, così come le tre prese nell’airbox: una per il motore (la più grande) e le due più piccole per Kers e radiatore del cambio. “I primi feedback sono stati buoni, ma solo nei prossimi giorni capiremo se abbiamo effettivamente fatto un salto in avanti rispetto al passato. Comunque non vedo l’ora che inizi la nuova stagione” dice un fiducioso Michael Schumacher, sicuro delle qualità delle sua nuova vettura.

Armi segrete – Come ogni Top-Team, anche la Mercedes ha delle interessanti carte in mano, da giocare non appena la situazione comincerà a farsi seria. Lo studio dei soffiaggi ha portato alla creazione di diversi sistemi in grado di creare il prezioso carico aerodinamico, arginando al meglio la perdita degli scarichi soffiati. Innanzitutto la scelta di anticipare l’uscita dei terminali, così da sintonizzare i gas roventi degli scarichi con l’aria calda dei radiatori. Il tutto viene poi indirizzato fra i bracci della sospensione posteriore (pull rod), disegnati in modo da assolvere alla funzione di convogliatori di flusso. Si parla poi di una sorta di valvola inserita nel musetto, chiamata amplifer, capace di dirottare l’aria in modo selettivo facilitando l’inserimento in curva oltre ad un degrado minore dei pneumatici. Aggiungere infine il tanto citato sistema idraulico, capace di mantenere una determinata altezza da terra in tutte le condizioni, ed ecco che la stella a tre punte torna a far davvero paura. Almeno per adesso.

Riccardo Cangini