Il PdL plagia gli Articolo 31, J-Ax minaccia la denuncia contro Berlusconi

J-Ax contro Berlusconi – “Domani denuncio Berlusconi. Buonanotte. Incredibile c…”. A scrivere queste parole è il rapper J-Ax, storico frontman degli Articolo 31, che dal suo account Twitter ha tuonato senza mezzi termini contro l’ex Presidente del Consiglio. La causa? Al centro della diatrìba ci sarebbe il nuovo inno del PdL – uno dei punti cardine da cui Berlusconi, vecchio volpone della comunicazione, voleva partire per rilanciare il suo partito –, che presenterebbe molte, troppe assonanze con il brano “Gente che spera” degli Articolo 31, incluso nell’album “Domani smetto”.

Evidenti somiglianze – “Noi siamo il Popolo della Libertà, gente che spera, che lotta e che crede nel sogno della libertà”. Al di là della facile ripetizione (la parola “libertà” ricorre due volte a breve distanza, neanche fosse un mantra) ciò che ha colpito – e infastidito – il rapper milanese è la somiglianza che il testo del nuovo inno pidiellino presenta con il suo brano del 2002. In effetti, guardando il ritornello di “Gente che spera” la somiglianza balza all’occhio: “Noi, gente che spera/cercando qualcosa di più in fondo alla sera”. Informato da molte persone sul fatto, J-Ax ha così espresso, con un cinguettio sul popolare social network, la sua intenzione di trascinare in tribunale Berlusconi con l’accusa di plagio. Archiviato il monocratico “Meno male che Silvio c’è”, il nuovo inno del PdL crea già sconquasso e beghe giudiziarie. Poco male: se non altro, nel bene o nel male, a queste ultime l’ex premier è ormai abituato.

Roberto Del Bove