Il Pdl si prepara alle elezioni tra liste civiche e nuovi jingle

L’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha radunato ieri lo stato maggiore del Pdl per fare il punto della situazione. All’orizzonte si profilano le elezioni amministrative e i sondaggi giunti sul tavolo del Cavaliere non lo hanno affatto confortato, tanto da spingerlo a ipotizzare soluzioni impensabili fino a poco tempo fa, come quella di accogliere delle liste civiche a supporto del partito. L’idea, ovviamente, non è piaciuta a tutti e ha aperto l’ennesimo fronte di discussione tra gli ex An e gli ex Fi.

Sondaggi contro – In un vertice convocato a Villa Gernetto, Silvio Berlusconi ha ieri chiamato a raccolta tutta la dirigenza nazionale e locale del suo partito. Un incontro importante, nel corso del quale il Cavaliere ha tentato di concertare una strategia in vista delle prossime elezioni di maggio. Le premesse non sono buone: stando alle stime degli ultimi sondaggi, infatti, il Pdl si fermerebbe al 23% delle preferenze. Una percentuale troppo magra per sperare in una vittoria, a meno che un restyling importante del partito non riesca a ribaltare la situazione.

Liste civiche di supporto – Stando ai beninformati, l’ex premier avrebbe detto di non voler più “mettere la sua faccia” nella campagna elettorale e di essere intenzionato a delegare ogni onere al “delfino” Angelino Alfano. Ma il punto forse più spinoso affrontato ieri nell’incontro a Villa Gernetto è stato quello relativo al simbolo del partito, con la proposta di alcuni pidiellini di mandarlo definitivamente in soffitta. Un’ipotesi che non è piaciuta agli ex aennini e sulla quale lo stesso Cavaliere ha frenato: “Eventuali liste civiche saranno valutate zona per zona – avrebbe spiegato Berlusconi ai suoi – ma solo come supporto al Pdl, mai in sua sostituzione”.

Alleanze e melodia – Non solo: al segretario Angelino Alfano è toccato affrontare il capitolo sulle alleanze, con la Lega data ormai per persa e il Terzo Polo considerato sempre più insidioso. Il progetto sponsorizzato da Pier Ferdinando Casini di dare vita a un unico grande partito dei moderati in vista delle prossime elezioni politiche potrebbe, infatti, drenare elettori (e non solo) al Pdl. Un rischio che i berluscones non vogliono correre e sul quale – stando ai soliti beninformati – si sarebbe molto discusso. Ma a mettere tutti d’accordo ci ha pensato, ancora una volta, il padrone di casa, che ha sorpreso i suoi ospiti presentando il nuovo inno del partito. “Noi siamo il Popolo della Libertà, gente che spera, che lotta e che crede nel sogno della libertà”, ha intonato il Cavaliere, stemperando nella melassa melodica ogni tensione.

Maria Saporito