Moda, Cavalli: nessun contatto con i russi di Tashir

Roberto Cavalli smentisce le indiscrezioni della stampa su una possibile cessione della società al gruppo russo Tashir attraverso una nota ufficiale. “In merito a quanto pubblicato oggi a proposito di una eventuale cessione, il Gruppo Cavalli smentisce categoricamente, come già dichiarato ieri agli estensori dell’articolo, di avere o avere avuto qualsiasi contatto con Tashir che non conosce, né di aver iniziato alcuna pre-procedura di vendita con chicchessia”, si legge nella nota del gruppo fiorentino. La smentita arriva poco dopo la pubblicazione in rete di un articolo del Sole24Ore in cui si legge che Tashir sarebbe pronto a fare un’offerta per il marchio italiano, al quale sarebbero interessati anche gruppi cinesi.

La risposta del gruppo. Nello stesso articolo del quotidiano di Confindustria, Cavalli risponde alle indiscrezioni della stampa dicendo che “soltanto con una ‘proposta indecente’ potrei farmi convincere a cedere l’azienda” e che “almeno un miliardo di euro sarebbe la cifra che avrei in mente, ma in questo momento non c’è nulla di concreto anche se siamo corteggiati come sempre”. “Certo, nell’eventualità di cedere, penserei a una quota e non alla totalità dell’azienda. E dovrei concordare tutto, come al solito, con Eva e con i miei figli, che sarebbero contrari”, aggiunge lo stilista.

Le voci. Il gruppo russo Tashir, una società conglobata che fa capo al magnate Samvel Karapetyan attiva principalmente nell’immobiliare e nelle costruzioni, è il primo developer di centri commerciali in Russia e già qualche tempo fa si è fatta sentire per il progetto lanciato con il nome di “Casa Italia”. La società si è prefissata da tempo di portare i marchi del made in Italy nel cuore di Mosca, dove lo stile di Cavalli sembra riscuotere molto successo tra le donne delle classi più abbienti, e nelle metropoli come Orel, Saransk, Rostov-na-Donu, Nizniy Novgorod, Tambov, dove Tashir possiede o sta per realizzare lussuosi shopping mall. Ma l’azienda fiorentina sarebbe in questo momento corteggiata anche da altre holding d’investimento provenienti dai Paesi emergenti, Cina su tutti.

M.N.