Monti convince la Borsa, ma non la piazza

In una Milano bagnata dalla pioggia, il premier Mario Monti ha ieri raggiunto la sede della Borsa per incontrare i protagonisti della finanza nazionale. Un vis a vis salutato con entusiasmo dagli addetti ai lavori, che hanno unanimemente riconosciuto il credito del Professore e condiviso le sue analisi. Ma se il presidente del Consiglio ha convinto la platea all’interno del Palazzo, non ha fatto lo stesso con molti cittadini , che lo hanno atteso (inutilmente) fuori per manifestare la loro contrarietà alle politiche del governo.

L’allenamento di Monti e Grilli – “Il ministro Grilli e io ci siamo preparati a questo incontro, facendo visite di allenamento nelle settimane scorse a New York e ancor prima a Londra. Sono stati passaggi piacevoli, interessanti e speriamo utili per l’Italia”. E’ con queste parole che il premier Mario Monti ha ieri aperto il suo intervento a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano. Ad ascoltarlo circa 400 addetti della comunità finanziaria, imprenditori e banchieri da sempre protagonisti degli andamenti di Piazza Affari. Una platea interessata, a cui il Professore ha tentato di consegnare un’immagine convincente del paese, in modo da rilanciare un mercato in stagnazione.

Un problema diventato soluzione – “Abbiamo cercato di togliere l’Italia dalla lista dei problemi per passare alla lista di coloro che contribuiscono a trovare soluzioni“, ha detto Monti, che ha invitato gli investitori ad osare di più perché “una Borsa con un numero elevato di società quotate – ha spiegato – può dare un contributo fondamentale per la crescita economica del paese”. Il presidente del Consiglio ha quindi passato in rassegna alcuni dei provvedimenti messi in cassaforte (o quasi), come quello sulle liberalizzazioni o l’irrinunciabile riforma sul lavoro, e quelli ancora da realizzare.

Più ossigeno ai contribuenti onesti – “Obiettivo del governo – ha spiegato, tra l’altro, ai suoi interlocutori – è quello di far affluire ai contribuenti onesti, in termini di minor aggravio fiscale, il gettito ottenuto dalla lotta all’evasione. Vogliamo rendere ai contribuenti onesti la vita più semplice e già nel Consiglio dei ministri di venerdì ci saranno diversi provvedimenti in questo senso”. Senza dimenticare di destinare qualche “stoccatina” ai presenti. “Noi dalla cronaca veloce – ha spiegato Mario Monti – siamo stati qualificati come vicini ai poteri forti. Mi fa piacere dire qui che abbiamo ritenuto fosse opportuno, per la vivacità e il tono competitivo del sistema italiano, che non ci fossero più molte presenze simultanee in Consigli di amministrazione in concorrenza, soprattutto in banche e assicurazioni”.

Nessuna preferenza per le banche – Di più: “Spiace andare contro la nozione elegante e piacevole di ‘salotto buono’ – ha rincarato il presidente del Consiglio – ma pensiamo che questo concetto abbia qualche volta in passato tutelato bene l’esistente, ma abbia consentito la sopravvivenza, in qualche occasione un po’ forzata, dell’italianità di alcune aziende. Cito questo provvedimento per dire a coloro che, fuori di qui, pensano che i professori siano particolarmente deferenti verso banche e finanza – ha continuato il premier – che non è così: c’è rispetto come verso tutti, ma se vediamo la necessità di qualche provvedimento lo prendiamo”.

Le domande (inascoltate) dei manifestanti – E se le parole del Professore hanno convinto tutti all’interno del Palazzo , così non è stato fuori, dove una delegazione di manifestanti ha tentato invano di avvicinarsi al capo del governo per consegnargli alcune perplessità sul suo modus operandi. “Vorrei chiedere a Monti – ha detto uno di loro – di spiegarmi come riesce a far sì che, calando i salari, calando l’occupazione, calando lo stato sociale e i diritti, poi c’è la ripresa. Mi spieghi la formula magica con cui riuscirà a farci uscire dalla crisi”.

Maria Saporito