Afghanistan: un morto e decine di feriti durante proteste anti-Usa. Chiude l’ambasciata americana

Afghanistan, proteste anti-Usa. Continuano le proteste in Afghanistan contro gli Usa e le loro forze armate, che si sono rese protagoniste di un atto considerato offensivo dalla religione islamica, ovvero l’aver bruciato diverse copie del Corano presenti nella base militare di Bagram. I cortei anti-Usa vanno avanti da ieri, e sono esplosi a Jalalabad, nella provincia di Nangarhar ed a Kabul, dove è stata chiusa l’ambasciata Usa. Nel corso delle proteste la polizia afghana avrebbe sparato alla folla, per cercare di disperderla. La notizia è stata smentita da diverse fonti provenienti dalle forze armate locali, ma è stata confermata da alcuni medici del posto, che hanno parlato anche di un morto e di una ventina di feriti durante gli scontri.

Scuse dal comandante dell’Isaf – Le copie del Corano bruciato dai militari americani a Bagram, erano insieme ad altro materiale religioso che è stato requisito ad alcuni prigionieri talebani detenuti a Parwan. Su queste copie del Corano erano forse state inserite delle parole in codice, che i detenuti avrebbero utilizzato per comunicare tra di loro e con l’esterno. Per questo sarebbe arrivato l’incauto ordine di bruciarle, facendo esplodere la rabbia di un dipendente afghano della base militare, che poi si sarebbe propagata nel resto del paese. Una rabbia che ha colpito anche il comandante dell’Isaf John Allen ed il ministro della Difesa Usa Leon Panetta, che hanno mandato immediatamente le proprie scuse per il terribile gesto commesso, e che hanno anche annunciato l’apertura di un’inchiesta su quanto è avvenuto a Bagram.

Simone Lo Iacono