Marcegaglia: No ai sindacati che difendono i ladri e i fannuloni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:51

Una vera e propria “bordata”: è quella che la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha lanciato ieri nel corso del suo intervento al convegno di Federmeccanica. Destinatari della “stilettata” i sindacati: “Vorremmo avere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e quelli che non fanno il loro lavoro”, ha affondato. Parole che hanno suscitato la reazione stizzita dei diretti interessati, con Raffaele Bonanni che ha chiesto (tra l’altro) alla leader degli industriali di essere più precisa.

Lo sfogo della Marcegaglia – Un fulmine inatteso, giunto a squarciare il cielo già nuvoloso delle trattative sulla riforma del lavoro. Emma Marcegaglia è seduta da tempo (insieme ai sindacati e alle altre associazioni di categoria) al tavolo avviato dal governo per trovare la quadra sul delicato provvedimento. La numero uno di Confindustra non si era mai lasciata andare a dichiarazioni troppo forti, pur tradendo un certo disagio nei confronti dei sindacati allineati su posizioni più oltranziste. Un disagio a cui ha voluto dare sfogo ieri, nel corso del suo intervento al convegno di Federmeccanica.

La reazione della Cgil – A darle coraggio è stata probabilmente la platea, a cui la Marcegaglia ha detto: “Vorremmo avere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e quelli che non fanno il loro lavoro”. E ancora: “Noi abbiamo detto che l’articolo 18 deve rimanere per atti discriminatori, ma vogliamo poter licenziare quelli che non fanno il loro lavoro”. Due “sassolini” che, agli  occhi dei leader sindacali, hanno assunto le proporzioni di veri e propri macigni. “Dire, come fa la Marcegaglia, di volere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e chi non fa il proprio lavoro – ha “cinguettato su Twitter la Cgil – è davvero troppo“. “Da Marcegaglia affermazioni non vere che offendono il ruolo del sindacato confederale. Le smentisca”.

Bonanni chiede più precisione – Più articolata la replica del leader della Cisl, Raffaele Bonanni: “La Marcegaglia – ha detto – farebbe bene a precisare di quale sindacato parla. La mia organizzazione si è sempre presa le proprie responsabilità di fronte alle scompostezze degli imprenditori, e pure di alcune realtà sindacali. Occorre abbassare i toni – ha evidenziato il sindacalista – e lavorare tutti per un accordo per il bene del paese”. Sintetico, ma ficcante il commento di Luigi Angeletti: “La Uil non protegge assenteisti cronici né ladri – ha tagliato corto – Gli imprenditori possono dire altrettanto?”.

Chiarimento a metà – E in serata è giunta la precisazione della leader confindustriale, con cui ha tentato di mettere una pezza allo strappo. “Nessuna mancanza di fiducia e rispetto nei sindacati confederali – ha scritto la Marcegaglia – con i quali abbiamo firmato l’importante accordo del 28 giugno sul lavoro e con i quali stiamo conducendo una trattativa seria e costruttiva. Va tuttavia rimarcato – non ha rinunciato a ribadire – che a volte l’articolo 18 diventa un alibi dietro il quale si possono nascondere dipendenti infedeli, assenteisti cronici e fannulloni”.

Maria Saporito

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