Ue: il calo degli indici Pmi riaccende l’incubo recessione

Questo mese l’attività del settore dei servizi nell’eurozona ha fatto registrare una contrazione non stimata, alimentando i timori, già ravvivati dalle difficoltà della Grecia nell’adozione delle misure richieste dall’Ue, di uno scivolone verso la piena recessione da parte dell’euro e dell’area Ue tutta. Lo scenario si è delineato stamane dopo la diffusione degli Indici Pmi da parte di Markit.

L’incubo recessione. “C’è la possibilità che il Pil possa essere piatto ma ci sono chance di scivolare in una lieve contrazione” ha rilevato Chris Williamson, capo economista di Markit. L’indice Pmi flash composito relativo al mese di febbraio, infatti, è risultato in calo a 49,7 dal 50,4 di gennaio, ben al di sotto delle stime che puntavano su un dato pari a 50,6. A rallentare l’attività economica dell’eurozona ha contribuito principalmente l’inattesa caduta vista nel settore dei servizi, il cui indice flash si è portato a 49,4 da 50,4, sotto quella quota 50 che fa da linea di demarcazione tra l’espansione e la contrazione e più basso delle stime che si attestavano a 50,6. L’indice manifatturiero ha fatto segnare, invece, 49,0 da 48,8 di gennaio, un risultato in leggero miglioramento ma comunque al di sotto della previsione di 49,5.

La situazione Ue. Nell’ultimo trimestre 2011 l’economia dell’eurozona si è contratta dello 0,3% e un altro trimestre negativo di fila indicherebbe l’ingresso ufficiale in recessione tecnica. Per Ben May, economista di Capital Economic, “il calo degli indici Pmi riscontrato a febbraio erode un po’ le speranze che la contrazione della crescita registrata nel quarto trimestre possa essere una tantum”.

M.N.