Concordia: altre accuse a carico di Schettino

Omessa comunicazione – Alle accuse già a carico del comandante della Costa Concordia per il terribile naufragio, cioè omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave, si aggiunge anche l’omessa comunicazione alle autorità marittime. Secondo la Procura di Grosseto, infatti, Schettino non avrebbe dato la corretta comunicazione alla Capitaneria di Porto di Livorno della gravità di quanto accaduto, ritardando di fatto l’avvio delle procedure di emergenza e di soccorso.

Subito chiara l’entità del danno – Secondo la procura, che ha iscritto nel registro degli indagati altri quattro ufficiali a bordo della nave e tre funzionari della Costa Crociere, tutto il personale presente in plancia aveva da subito tutti gli elementi per valutare la gravità del danno occorso alla Concordia e la consapevolezza che non sarebbe più stata in grado di galleggiare. Le indagini si concentrano ora su tutte le nove persone indagate, tutte raggiunte dalle stesse accuse mosse al comandante, in quanto presenti in plancia nei momenti immediatamente successivi all’impatto, in attesa dell’incidente probatorio che si verificherà con l’apertura della scatola nera prevista per il 3 marzo prossimo. Per quanto riguarda i tre funzionari dell’unità di crisi della società si sono resi colpevoli di non aver contattato la Direzione marittima di Livorno, ritardando a loro volta la tempestiva partenza dei soccorsi.

Due ministeri come parti offese – Intanto al processo sono stati individuati dalla Procura come parti offese anche il ministero dell’Interno, in quanto preposto alla tutela della pubblica incolumità, e quello delle Infrastrutture e dei trasporti perché affidatario del compito di tutelare la navigazione e la sicurezza nei trasporti.

Marta Lock