India, prorogato il fermo dei due marò italiani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:48

Niente carcere – Dopo quattro giorni parecchio complicati, si apre finalmente uno spiraglio nella crisi diplomatica tra Italia e India scaturita dal presunto omicidio di due marinai locali da parte di due marò italiani, che erano a protezione della petroliera Enrica Lexie: Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sono infatti riusciti ad evitare il carcere, grazie alla proroga del loro stato di fermo di altri sette giorni.

Un ruolo fondamentale per il miglioramento delle trattative è tuttora svolto dal Sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura, che si è recato personalmente in India per tentare di smuovere la situazione; la missione era inizialmente partita in modo difficoltoso, dopo il negativo incontro con Oomen Chandy, leader delle forze dell’ordine dello stato del Kerala, il quale era fermo sulle sue posizioni, che prevedevano il processo a tutti i costi. Poi le cose hanno preso una piega migliore per i nostri due marinai, con la notizia dell’ammissione, da parte dell’Alta Corte del Kerala, del ricorso presentato dall’Italia riguardo alla giurisdizione delle acque in cui si è verificato l’omicidio dei marinai indiani.

Nuova speranza – Il Sottosegretario De Mistura, che ha dichiarato di aver già parlato con le famiglie dei due marò, ha poi incontrato gli stessi militari, insieme all’ambasciatore italiano a Nuova Delhi, Giacomo Sanfelice: adesso diventerà fondamentale l’esame balistico che verrà effettuato sui proiettili che hanno ucciso le due vittime, confrontati con le armi dei marò. Inoltre, è arrivata una forte schiarita dal punto di vista dell’ispezione della nave, disposto dalle autorità indiane: la task force diplomatica italiana è riuscita ad ottenere le proprie condizioni relativamente al sopralluogo della petroliera Enrica Lexie, che sarà dunque accompagnato da osservatori italiani.

Damiano Cristoforoni

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