Inter in crisi: chi è il colpevole?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:24

Inter- Il momento attuale dell’Inter è tutt’altro che positivo. Troppi sono i punti interrogativi e i passaggi a vuoto in questa stagione nerazzurra. Numeri che ricordano il passato che i tifosi interisti, dopo l’era Mourinho, pensavano di non rivedere più e che, invece, sono più attuali che mai. La sconfitta in Champions League contro il Marsiglia, seppur sfortunata, è l’emblema del momento attuale della società di via Durini: poche idee, occasioni da rete create su calci piazzati o dall’estro del singolo e Milito, bomber della squadra, lasciato in panchina e a riscaldarsi nella ripresa per 40 minuti senza vedere il campo. Proprio la scelta di Ranieri di lasciare El Principe a riposo, in una partita fondamentale, per far spazio a Zarate, assomiglia al tentativo di un giocatore d’azzardo di pescare un jolly che, nella pratica, si rivela un due di picche(l’ennesimo).

Chi è il colpevole?- Facile sarebbe scaricare tutte le colpe addosso all’allenatore che comunque, in questa crisi, ha la sua parte di responsabilità(la coppia Zarate-Forlan, con tutto il rispetto per i calciatori, somigliava più ad una coppia di turisti che di attaccanti). Il problema, invece, è alla base: la campagna acquisti dell’estate scorsa. La partenza di Eto’o, come sottolineato da Thiago Motta(altro partente), è stata forse la molla scatenante: da molti, è stata presa quasi come una resa da parte di Moratti, sazio(all’apparenza) dei tanti trofei conquistati nel recente passato. L’acquisto di Forlan, campione in una fase discendente della sua carriera, non ha colmato l’enorme lacuna lasciata dal camerunense. Castaignos, dipinto da Branca come il nuovo Henry, al momento, gol vincente a Siena a parte, viene ricordato per lo sputo rifilato a Raggi in Inter-Bologna. La posizione di Sneijder, un tempo leader con Muorinho e adesso quasi problema: mediano con Gasperini prima e ala sinistra, trequartista o panchinaro con Ranieri poi. Una grande quantità di giocatori over 30 che, per il futuro, di certo non possono promettere molto(Zanetti a parte). Tutti fattori che, uniti al momento negativo per la squadra, potrebbero indurre Moratti nuovamente a reinvestire, come in passato, nel club, affidandosi ad una programmazione più ragionata e meno affrettata.

 

Antonio Pellegrino

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