Rutelli chiude allo ius soli: No al deprezzamento della nostra cittadinanza

A sbarrare la strada allo ius soli – ovvero alla concessione della cittadinanza ai figli di immigrati nati nel nostro paese –  è stato ieri il leader di Api, Francesco Rutelli. L’ex sindaco di Roma ha espresso grandi perplessità in un’intervista rilasciata a Il Giornale, nella quale ha rivolto “un invito a non cadere nelle trappole di un buonismo controproducente” e a non “deprezzare la cittadinanza italiana riducendola a semplice automatismo”. Parole che hanno provocato molte reazioni stizzite, soprattutto tra gli animatori della campagna “L’Italia sono anch’io”.

No allo ius soli – “Se introduciamo lo ius soli, se cioè concediamo l’automatica cittadinanza italiana per chiunque nasca sul nostro territorio, rischiamo di trasformare l’isola di Lampedusa o il porto di Ancona o la stazione di Trieste nelle succursali della più clamorosa clinica ostetrica d’Europa”. A dichiararlo non è stato un esponente del Carroccio, ma il terzopolista Francesco Rutelli. Il numero uno di Api ha ieri dato sfogo a considerazioni inedite, riassumibili nel rifiuto di favorire l’istituzione dello ius soli nel nostro paese perché, ha spiegato Rutelli, “creerebbe una contraddizione inestricabile a livello costituzionale” dal momento che “piaccia o non piaccia – ha aggiunto l’ex sindaco di Roma – noi abbiamo introdotto nella Costituzione il principio dello ius sanguinis, ossia l’esatto opposto”.

Disinformato o in malafede? – Una presa di posizione che non poteva lasciare indifferenti, soprattutto i tanti promotori della campagna “L’Italia sono anch’io“, animata da 19 associazioni impegnate a rendere meno faticoso il percorso burocratico e giuridico dei tanti figli di immigrati, nati in Italia, che anelano alla cittadinanza italiana. “Le dichiarazioni di Francesco Rutelli lasciano sbalorditi – ha commentato il responsabile Immigrazione Arci, Filippo Miraglia – O Rutelli non si è nemmeno preso la briga di informarsi leggendo, per esempio, la proposta di legge sostenuta dalla campagna ‘L’Italia sono anch’io’, o  travisa la materia a ragion veduta”.

Rutelli parla a sproposito – “Di sicuro c’è chi parla a sproposito, visto che nella proposta di legge della campagna, come pure nelle altre proposte presentate – ha precisato Miraglia – il riconoscimento del diritto di cittadinanza in base allo ius soli è comunque subordinato alla permanenza regolare sul territorio italiano di almeno uno dei genitori”. “Nella nostra proposta, in particolare – ha aggiunto l’esponente dell’Arci – lo ius soli è subordinato alla condizione che almeno uno dei genitori del bambino nato in Italia sia presente regolarmente nel nostro paese da almeno un anno, sia cioè in possesso del permesso di soggiorno che, come dovrebbe essere noto anche a Rutelli – ha concluso Miraglia – viene concesso solo a chi dimostra  di avere un lavoro regolare, un alloggio e un reddito adeguato”.

Maria Saporito