Afghanistan, ancora scontri dopo il rogo del Corano: 12 i morti

Il rogo del Corano – Continuano gli scontri in Afghanistan dopo il rogo di alcune copie del Corano avvenuto nei giorni scorsi nella base Americana a Bagram.
Non sono ancora chiare le circostanze, anche se la voce che circola è che si tratti di copie sequestrate ai detenuti.
Non è servita a nulla la lettera che il presidente Usa Barack Obama ha inviato al leader afgano Hamid Karzai per “scusarsi dell’oltraggio involontario”.
Il paese è piombato in una continua protesta, che ha costretto le forze internazionali a blindare l’ambasciata Statunitense.
Il numero delle vittime è arrivato a 12. Nove persone hanno perso la vita solo nella giornata di oggi, durante le numerose manifestazioni in tutti il paese.  
A Herat numerose persone hanno tentato di assaltare il Consolato Americano, mentre, stando a quanto riferiscono le fonti ufficiali: “Alcuni dimostranti hanno cercato di impadronirsi delle pistole degli agenti, c’è stata una sparatoria e due persone sono rimaste uccise”.

Proteste anche in Pakistan – La protesta non è rimasta nei confini Afghani, ma si è allargata anche in Pakistan, dove migliaia di persone sono scese in piazza bruciando bandiere Americane al grido di: “L’oltraggio al Corano ha rivelato la brutta faccia dell’America“.
In Malaysia un centinaio di persone urlavano: “Morte all’America”, spiegando che “le scuse da sole non bastano perché quanto accaduto ha molti precedenti. Non solo hanno ucciso i nostri fratelli musulmani, ma hanno anche insultato la nostra religione. E questo non può essere tollerato“.

Matteo Oliviero