Basket, Eurolega: Cantù si arrende allo scadere, Milano fa l’impresa

 

Basket, Eurolega- Non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta. Qualche anno fa, al termine di una finale persa, un giocatore esperto come Claudio Bonaccorsi si congedò così dal suo pubblico. Bene, la stessa frase calza benissimo per descrivere la stagione europea, tanto bella quanto sfortunata, di una Bennet Cantù eliminata questa sera, quando il suo uomo più rappresentativo, Basile, ha visto spegnersi sul ferro il tiro della vittoria. Beffa vuole, ancora a premiare la Spagna, che il tiro somigli tanto a quello con cui ieri Raul Lopez ha inflitto alla Montepaschi una sconfitta comunque indolore, mentre quella di stasera, complice la prevedibile e puntualmente verificatasi vittoria interna del Maccabi sullo Zalgiris, decreta la fine, con una giornata d’anticipo, della splendida Eurolega dei canturini. Finisce 63-62 per Barcellona una partita sempre sul filo dell’equilibrio, che una cenerentola europea come Cantù ha avuto merito e coraggio di giocare pari a pari contro chi quella coppa l’ha già alzata, andando addirittura a +4 sulla tripla di Perkins(56-52 al 32’) in apertura di ultimo parziale. Sull’ultimo possesso blaugrana la difesa di Mazzarino è generosa, così come forse la decisione arbitrale che manda in lunetta un Navarro che, manco a dirlo, fa 2/2 e riporta in vantaggio i suoi. L’ultima azione non è ottimale, ci prova Basile dall’angolo, ben marcato, ma il tiro si spegne sul ferro e con lui le speranze di gloria di una Bennet che va comunque elogiata per una Eurolega che non lascerà i quarti di finale, ma davvero tanto in termini di esperienza e maturità acquisita, utile in un ciclo di crescita che la società canturina vede ora essere nel suo momento centrale.

Eliminata anche Milano- Termina ad Atene l’Eurolega anche di Milano.  Come a Belgrado in occasione delle qualificazioni alle Top 16, anche stavolta l’EA7 espugna un campo difficile(67-58) ma non basta a tenere in piedi, stavolta, un’Eurolega fortemente condizionata dal -21 rimediato contro i greci all’andata e la differenza canestri sfavorevole, nel confronto diretto, con l’Unics Kazan. Già, perché nell’ultima gara sono di fronte proprio greci e russi, attualmente appaiati al primo posto, che si giocano quindi la vittoria nel girone ed il fattore campo nei quarti, ma chiunque dovesse perdere, sarebbe comunque in vantaggio nei confronti di una Olimpia che quindi, anche in caso di vittoria contro l’Ulker, sarebbe eliminata. Era necessario vincere di almeno 22 lunghezze, Milano arriva anche al +15(67-52) ma l’impresa sarebbe stata davvero eccessiva da realizzare, specie sulla scia di un avversario che, stando invece nella situazione esattamente opposta, avrebbe blindato la qualificazione contenendo uno scarto entro le 21 lunghezze, evento puntualmente verificatosi.

Donatello Viggiano