Liberalizzazioni in stand by: il Terzo Polo insorge

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:53

La discussione sulle liberalizzazioni sembra essersi arenata. Il decreto – giunto in commissione Industria al Senato – è stato oggetto di lunghe diatribe tra i partiti, intenzionati a sciogliere le riserve sul potenziamento della competitività senza, però, compromettere troppo gli interessi delle specifiche categorie. Dopo il presunto passo indietro del governo sui taxi, a rendere più faticosa la discussione potrebbero essere le farmacie e i servizi pubblici locali. Ma non solo. Lo stallo verificatosi in Commissione ha indispettito soprattutto il Terzo Polo.

L’avvertimento di Rutelli – “Il governo ci ha rassicurati sul fatto che non ci saranno arretramenti sul fronte delle liberalizzazioni, ma se venisse spinto su posizioni di arretramento dalle corporazioni, convocheremo le assemblee dei nostri parlamentari e valuteremo“. A dichiararlo ieri è stato il leader dell’Api, Francesco Rutelli, preoccupato dalle presunte pressioni esercitate dalle lobby all’indirizzo dei partiti, che hanno – a suo giudizio – messo in stand by la discussione sulle liberalizzazioni. “Il testo è stato snaturato – ha rincarato Rutelli – Il rischio è la palude”.

Fiducia nel governo – Timori che sembrano abitare anche il numero uno dell‘Udc, Pier Ferdinando Casini: “No al passo del gambero“, ha scritto ieri su Twitter. Ma il centrista ha subito dopo corretto il tiro, specificando – a favore di telecamere e taccuini – di avere completa fiducia nel governo e nella sua capacità di vincere qualsiasi resistenza. “Io mi fido di Monti. Sono rassicurato dalle rassicurazioni”, ha affermato l’ex presidente della Camera. Dal canto loro, tanto i democratici quanto i pidiellini hanno rigettato l’accusa di voler “annacquare” il testo, affermando, al contrario, di essere impegnati a migliorarlo.

Le aperture a metà di Monti – E sull’argomento è intervenuto ieri Mario Monti in persona che, a margine dell’incontro avuto con il premier spagnolo Mariano Rajoy, ha precisato: “Sul decreto ci saranno modifiche che possiamo accogliere, e non tutte le modifiche sono un arretramento, e altre che non potremo accogliere e non accoglieremo”.

Maria Saporito

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